by Mr.Webmaster
lunedì, 25 agosto 2008

  Sui binari scorrono 
goliardia e delusione
 
L’esordio ufficiale del 2008/2009 segna una sconfitta per il Civitavecchia. L’Astrea ha infatti imposto un meritato 2-1 sul campo “Giannattasio” di Ostia, frutto di una superiorità piuttosto netta dimostrata per tutto il primo tempo e buona parte del secondo. Gli equilibri sono rotti nel primo tempo dall’ex Giuntoli, che semina il terrore sulla fascia destra fino a presentarsi da solo davanti a Baroncini superandolo in diagonale. Ad inizio ripresa il raddoppio. L’ingresso di Gravina dona un po’ di verve offensiva ai nerazzurri che finalmente spingono e raggiungono il gol che tiene accese le speranze qualificazione con Adornato. Nel finale il Civitavecchia chiude all’attacco ma la scarsezza delle alternative impedisce di pungere. Sul piano tecnico, ci sembra una Vecchia che ha pochissime soluzioni offensive e che neanche in difesa è particolarmente brillante. Attenuante la condizione ancora incerta di alcuni giocatori (Macaluso, Gagliardini).
Per quanto riguarda la gradinata, la prima trasferta ufficiale della stagione vede i BB scegliere il treno come mezzo di trasporto. Buona la presenza, considerato periodo e fascino non proprio stellare della competizione. All’andata trova spazio da subito la consueta goliardia tradizionalmente favorita dal viaggio su rotaia, con attempate signore che dovranno rimandare la lettura del loro libro, a rischio di vederlo innaffiato da birra, a dopo la nostra discesa. Perdiamo lo sprint col trenino Roma-Lido e affoghiamo mezz’ora di attesa nel sudaticcio clima di Piramide in qualche altra birretta (non tutti: "Ho deciso che no!"). Arrivati a Ostia copriamo in pochi minuti il tragitto stazione-stadio (nota positiva: ingresso gratuito) e appendiamo lo striscione, riunendoci a BF e CvU, giunti in auto, formando un plotoncino di quasi venti ultras. Il sostegno è buono nonostante l’ambiente dispersivo, gli alberi non aiutano l’acustica ma rappresentano un eccezionale riparo dalla calura. Il repertorio di cori spazia abbastanza, l’occasione è buona pure per prendersela col mestiere che accomuna e caratterizza i giocatori della squadra avversaria, con consuete code contro repressione e per gli ultras. All’intervallo comunque la delusione per la prova, e soprattutto per la consistenza della squadra, è già alta e il raddoppio dell’Astrea ci spinge a dare più voce al nostro sconforto. La squadra comunque comincia a spingere e sotto il nostro sostegno trova il gol della bandiera e sfiora quello del pari. A fine partita applausi scambiati tra noi e i giocatori, c’è spazio anche per l’omaggio personale di un BB a Brunetti.
Il viaggio di ritorno comincia già alla stazione Stella Polare, dove abbiamo da ridire con un vigilantes (non del Vicenza…), quando le porte del trenino si chiudono notiamo addirittura due militari mandati da La Russa che si erano avvicinati! Ministro, ci faccia il piacere… La goliardia aumenta con il passare dei chilometri, a Ostiense fila tutto liscio con la coincidenza (a parte un leggero ritardo dell’Intercity che ci deve riportare a casa). Sul treno, preferiamo occupare un solo scompartimento anche a costo di stare abbastanza strettini e la vicinanza crea inevitabilmente una lunga serie di polemiche, battute, incidenti e discussioni: uno spasso senza tregua! Sbarchiamo a Civitavecchia poco prima delle 21 e la Heineken ci offre gentilmente l’ultimo scampolo di domenica ultras (anche se c’è chi preferisce l’anguria).
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giovedì, 21 agosto 2008

Pari "di lusso" col Maccarese
 
Il “Fattori” resta al momento un tabù per il Civitavecchia, che sul terreno amico non è riuscito a superare il Maccarese, in quella che pare essere diventata “l’amichevole di lusso” (?) di agosto per i colori nerazzurri. La partita è stata giocata comunque decisamente in modo migliore dai nerazzurri rispetto all’opaca prestazione offerta con il Fregene. Nel primo tempo è stato svolto un ottimo volume di gioco, che ha portato sul finire al rigore con il quale Gagliardini ha rotto il ghiaccio con il gol quest’anno. Buone prove offerte da alcuni giocatori, al momento Adornato e Brunetti sembrano quelli più in palla. Nella ripresa numerosi cambi, il Civitavecchia arriva davanti alla porta avversaria con più condizione ma in difesa ancora troppi svarioni: e infatti arriva il gol del pareggio.
In gradinata solite manfrine per entrare e altra “rinfrescata” ai cancelli. In balaustra accanto al vecchio striscione BB si vede la pezza “millenovecentoventi” di buona fattura dei Cvu. Si canta però pochissimo ed anzi buona parte dei presenti sta seduta per tutto il tempo. Domenica però bisognerà cantare 90/90… Astrea-Civitavecchia, gara di andata del primo turno di Coppa Italia, si gioca allo stadio “Giannattasio” di Ostia alle ore 17.
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giovedì, 14 agosto 2008

Ultras, gli unici ad "ambire"
 
Era da Civitavecchia-Garbatella di Seconda Categoria che non vedevano il “Fattori” violato. Meglio che sia accaduto in amichevole, ma dispiace sempre. Comunque il test con il Fregene ha parzialmente confermato il sospetto che questa squadra difficilmente ammazzerà il campionato di serie D. Speriamo invece che non ci sia da faticare troppo pure per salvarsi… Tempo per correggere ce ne sarebbe, ricorrendo al mercato per una punta e un difensore. E’ vero però che le cervellotiche regole della serie D sull’utilizzo dei giovani rendono la coperta davvero corta. Mettiamoci pure i carichi di allenamento pesanti sopportati dalla squadra, il fatto che dopo due settimane di fresco sui monti Cimini i giocatori siano arrivati nell’afa di Civitavecchia poche ore prima di scendere in campo, mettiamoci pure le assenze. Però abbiamo pur sempre perso, in casa, meritando di perdere, contro una squadra inferiore di due categorie.
Dal punto di vista della partita in gradinata, per raggiungere casa nostra dobbiamo ricorrere alla fantasia, essendo i cancelli chiusi. I BB cercano a modo loro di rinfrescare gli altri gruppi, che però non gradiscono troppo e si dileguano infradito in spalla. Messi striscioni e pezze al loro posto, rispolveriamo le ugole, ripassando i cori e tentandone qualcuno nuovo, ma cogliamo anche l’occasione per ribadire a più riprese che “noi vogliamo la serie C”. Ma in tutta Civitavecchia sembriamo proprio gli unici a coltivare una qualche ambizione. A fine partita la squadra saluta, e questa è probabilmente la nota migliore della giornata.
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domenica, 18 maggio 2008

Ovunque sei ovunque andrai...
 
Gaeta-Civitavecchia 2-4Quella che tutti avevano definito “ciliegina sulla torta” è arrivata. A papparsela, stremati, i tifosi che hanno risposto presente anche all’ultimo appello della stagione, presentandosi in buon numero a Gaeta, dove al termine di una partita vietata ai malati di cuore (con deroga ai portatori di bypass) il Civitavecchia ha alzato la Coppa Regione d’Eccellenza.
La giornata inizia intorno all’una, quando i bar del ritrovo si cominciano a popolare di trasfertisti. L’apprensione maggiore è per uno dei due pullman che sembra tardare all’appuntamento, poi si sale e si parte: un bus resta comunque indietro per aspettare un ritardatario causa lavoro (d’altronde è sabato). Sul pullman che riguarda da vicino i BB ci sono anche gli Old City, mentre sull’altro trovano posto BF e CvUltras. Il viaggio è lungo e spezzato da qualche sosta-vesciche e dall’appuntamento con BB Castelli che sale verso Pomezia. Arriviamo a Gaeta in orario dopo aver ammirato gli splendidi scenari della costa, l’altro pullman invece è dietro di un quarto d’ora e quindi aspettiamo sul lungomare davanti allo stadio sorseggiando birre e alzando i primi cori. Dopo aver incrociato il gruppo organizzato locale, che si dirigeva verso il suo settore, ci uniamo al secondo pullman e ci dirigiamo in corteo alla gradinata ospiti, a dire il vero non il massimo per visibilità e posizione. Striscioni appesi in quattro e quattr’otto (la novità del giorno è lo stendardone “Gruppo Maremmano” in zona Bf), iniziamo a cantare e sbandierare, esponendo “Daje Vecchia vinci per gli Ultras”. Lo stadio è abbastanza pieno, conterà circa mille persone, la tribuna davanti a noi è addobbata di striscioni e molto colorata. Nel settore ultras locale circa una trentina di persone con i drappi appesi al contrario (a memoria ricordiamo “1931” e “Piaja”), tra di loro molto probabile la presenza di genzanesi. Il nostro sostegno è molto continuo, sia i cori secchi che le nuove canzoni coinvolgono tutto il contingente e il risultato è buono, la gara in campo è molto aperta, entrambe le squadre hanno le loro occasioni e c’è peraltro molto nervosismo, segno che la partita è vera. Passa in vantaggio il Gaeta ma non ci scomponiamo, se non a inizio secondo tempo quando qualche decina di componenti della gradinata si attarda al bar. Nonostante la macuba con la pezza Tarquinia eseguita all’intervallo, arriva anche il secondo gol del Gaeta, che butterebbe giù il morale di tutti ma non il nostro: continuiamo a cantare, il coro “Ovunque sei ovunque andrai” dura circa un quarto d’ora di seguito ed è la sveglia per la squadra che accorcia le distanze, pareggia, passa in vantaggio e mette al sicuro il risultato. In tutto ciò la bolgia è totale e la soddisfazione è ancora maggiore di quello che un simile ribaltone comporta di per sé, proprio perché sappiamo che il nostro zampino sulla vittoria c’è tutto. Negli ultimi minuti esponiamo “Noi siamo Civitavecchia” (striscione in carta che fa da amuleto: c’era ad Aprilia, in casa col Cecchina e ora anche a Gaeta), intoniamo il coro del Boca e aspettiamo il triplice fischio. Aspettiamo la coppa sotto il settore con lo striscione Bad Boys in mano e fraternizziamo con giocatori e col mister Caputo, che viene a salutarci con le lacrime agli occhi.
Usciamo dallo stadio esausti ed increduli, ci rifocilliamo al bar sul lungomare sotto il settore locale tra canti e sorrisi, sotto la stretta sorveglianza di una pattuglia di fiamme-sul-cappello; passano anche gli ultras locali, poi saliamo sui pullman che è quasi notte per il lungo viaggio di ritorno, che corre comunque via abbastanza veloce, tra chiacchiere sui play off e play out in programma in tutta Italia, ricordi di tempi andati e incredulità su quelli freschi di giornata. Anche dal pullman della squadra ci chiamano per cantare insieme in diretta telefonica. La sosta più lunga è a Latina, mentre salutiamo la natia Civitavecchia poco dopo le 22, completamente cotti dall’ultima, benedetta fatica di una stagione destinata ad essere ricordata a lungo.
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lunedì, 05 maggio 2008

Eccellenza aDdio (speriamo)
 
Sorianese-Civitavecchia 0-4
Miglior attacco, miglior difesa, quindici punti di vantaggio sulla seconda. Con questi numeri, “arrotondati” dallo 0-4 con il quale si è chiusa la trasferta finale di Soriano, il Civitavecchia saluta l’Eccellenza. Sul campo della già retrocessa Sorianese i nerazzurri hanno ottenuto un successo preventivato, grazie alle reti di De Luca, Lancioni, autorete e De Luca su rigore.
Per quanto riguarda la partita della gradinata, anche questa viene regolarmente onorata. Verso il centro dei cimini sono partiti circa venti ultras dei vari gruppi, prevalentemente a bordo di due pulmini ottenuti dai CvUltras. Viaggio tranquillo e senza sorprese, anche se qualcuno aveva più di un gubbio. La sorpresa invece c’è all’arrivo del campo, dopo aver seguito pedissequamente le indicazioni per il settore ospiti, ci ritroviamo davanti ad un cancello chiuso. Di fare il giro non ci va ed entriamo a modo nostro, prendendo posto nel settore ospiti del piccolo ma accogliente impianto sorianese. Pezze e striscioni al loro posto, per quanto riguarda i BB battesimo per la pezza che dall’anno prossimo rappresenterà il gruppo nelle trasferte a ranghi ridotti. Torciata ad inizio partita e poi sotto con la voce, con ampio spazio ad un nuovo coro che ci auguriamo possa diventare un tormentone. Dall’altra parte, in tribuna, campeggia uno striscione “Gruppo Ultrà Sorianese”, dietro di esso c’è qualche tifoso locale non troppo convinto. Decisamente troppo poco per parlare di presenza ultras, comunque segnaliamo la cosa come curiosità. Qualche nota di colore all’intervallo, con la società locale che premia Roberto Di Paolo, che con l’occasione viene acclamato dal nostro settore, e con il rifornimento di acqua e cibo (patatine) che ci viene assicurato attraverso un andirivieni di un dirigente sorianese. Intendiamoci, spettatori che debbono assistere ad una partita in un settore chiuso con catena e lucchetto: non è proprio il massimo. Eravamo grosso modo reclusi, peraltro per nostra scelta visto che non abbiamo voluto fare il giro, comunque alla fine non c’erano altre “presenze ingombranti” e chissenefrega, non stiamo sempre a lamentarci. A fine partita soliti ringraziamenti dei giocatori, per qualcuno di loro (uscito anzitempo dal rettangolo di gioco e “colpevole” di assistere alla partita in accappatoio) ci sono anche taglienti cori di goliardia. Poi si fa il percorso a ritroso e in tempo più che ragionevole si è a Civitavecchia.
Prossima tappa, la finale per il titolo regionale contro il Gaeta, che ha vinto il girone B, domenica 18 maggio alle 16 in luogo da stabilirsi. Per quanto riguarda gli altri verdetti del campionato, per quello che contano, l’Aprilia andrà ai play off per la serie D. Ai play out Centro Italia-Santa Marinella e Ladispoli-Fiumicino.
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lunedì, 28 aprile 2008

ArriveDerci "Fattori"
 
Civitavecchia-Fiumicino 3-3Il Civitavecchia saluta il “Fattori” regalando ai tifosi un finale thrilling: 3-3 il risultato della sfida col Fiumicino. Durante il primo tempo i nerazzurri colpiscono due volte la traversa, nella ripresa riescono a passare con Brunetti ma nel giro di pochi minuti prendono due gol e verso la mezz’ora addirittura il terzo, su rigore. La reazione fortunatamente c’è e prima Brunetti riaccorcia le distanze, poi ci pensa Lancioni a procurarsi e a trasformare il rigore del pareggio che consente al Civitavecchia di mantenere l’imbattibilità interna.
La partita in gradinata è stata la classica, stanca prova di fine campionato. Poche le presenze, in uno stadio per il resto malinconicamente semivuoto. A poco sono valsi i palloncini nerazzurri distribuiti, crediamo dalla società, in tribuna, mentre almeno un po’ di allegria l’ha portata la musica sparata dagli altoparlanti, tra cui il coro del Boca. I Bad Boys hanno deciso di prendere posizione in merito alla questione del direttore sportivo esponendo lo striscione “Bruno Luci? Ah ah ah. Robertone a vita”, invitando il presidente Tersigni a fugare le voci di un possibile ritorno dell’inconcludente e chiacchierone suo ex consigliere, cercando invece di curare il rapporto con il taciturno ma assai più efficiente Di Paolo. Mr Burns tuttavia non c’era, avendo ritenuto più gratificante la “trasferta” a Parma per seguire la Boheme: poco male, qualcuno gli avrà raccontato tutto. C’è spazio anche per ricordare Bobby Sands, martire della lotta per l’indipendenza irlandese, con uno striscione curato dalla Bf. Sempre in zona Bf, presentata una nuova bandiera. A fine partita la squadra viene a salutare i tifosi sotto la gradinata e finalmente ci riesce, per l’occasione, una bella coriandolata nerazzurra. Comunque, nel complesso, la prova più opaca offerta quest’anno dalla gradinata. Speriamo di rifarci, magari già domenica a Soriano, e comunque il 18 maggio alla finale regionale (che non si giocherà al Flaminio, ma in una sede ancora da decidere).
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lunedì, 21 aprile 2008

Porchetti, biscotti e carciofi
 
Ladispoli-Civitavecchia 2-0
La seconda sconfitta stagionale è arrivata a Ladispoli. A campionato vinto e con 16 punti di vantaggio sulla seconda, dopo una stagione strepitosa, una sconfitta ci può anche stare. Una, però.
Certamente non usciamo sconfitti noi, ancora una volta protagonisti assoluti delle tribune. Ladispoli viene raggiunta da circa sessanta/settanta ultras dei vari gruppi della Gradinata Popolare, la maggior parte dei quali giungono in treno e danno vita ad un colorato corteo. Al botteghino la scena è la solita: richiesta di 7 euro, risposta negativa del contingente nerazzurro al seguito e il prezzo scende praticamente subito, non serve neanche minacciare di ribellare la Sagra del Carciofo caricando le bancarelle dei porchettari per la rabbia. A proposito di porchetti, sugli spalti di Ladispoli ce n’è uno solo “spavaldo D esserci”: gli altri, che poi sono quelli che chiacchierano, invece “Do stàvino”? A cantare “dacci un panino, porchettaro dacci un panino” in mezzo alla fiera?
Poco male. L’arrivo in ritardo preventivato del contingente gode dello sciopero dei giocatori del Ladispoli, che entrano in campo con ritardo perché non beccano l’ombra di un euro da querdì. D’altronde, fosse per gli incassi, la società poteva pure stare in serie C2 di ruzzica rampichina, perché sugli spalti del “Marescotti” ci sono duecento spettatori e tre quarti di loro sono civitavecchiesi. E meno male che era derby, e meno male che era la loro partita della vita, e meno male che i mai visti (neanche questa volta) “ultras del Ladispoli” hanno la “rivalità” con noi. Ma ormai che ce lo raccontiamo a fare?
Il caldo è tanto, noi facciamo un po’ di effimera ombra con qualche fumogenetto e diamo vita alla solita buona prestazione, con tanta goliardia. A fare da contraltare ai nostri cori solo le campane della brutta chiesa vicino allo stadio (e gli incubi delle trasferte nello squallore di Dragona in quel momento hanno adombrato le menti di alcuni di noi). Sbandieriamo, issiamo i due-aste, diamo vita a qualche scarpata, accendiamo una torcia, chiediamo la vittoria in tutte le lingue possibili, ribadiamo con le facce come il bronzo che il Marangone è il limes oltre il quale, ai nostri occhi, si stende la “Terronia”… ma niente, i giocatori non capiscono le nostre richieste avanzate a più riprese tra il serio e il faceto e subiscono il Ladispoli. Tanto che c’è addirittura chi avanza il sospetto che, invece dei soliti Galbusera, il “biscotto” a farla da padrone oggi sia un altro, ma l’impegno soprattutto di alcuni nostri giocatori non merita certe illazioni. C’è così, comunque, il saluto alla squadra e l’uscita dalla porta secondaria, di corsa per non fare tardi, a prendere il treno per il ritorno.
postato da: Hummel1989 alle ore 17:24 | link | commenti (64)
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domenica, 13 aprile 2008

Comunque è uguale
 
uguale
“Spavaldi D esserci”, “noi ci siamo stati sempre”… Li abbiamo cercati dappertutto, preoccupandoci che fossero rimasti imbottigliati nel traffico del santuario, mandando i Cv Ultras in avanscoperta al porchettaro: niente da fare, ci hanno detto, non c’erano neanche sotto i panini. Peccato perché è la prima trasferta che saltano: s’intende, dopo Rieti, Pomezia, Anzio, Torri, eccetera eccetera… Comunque è uguale (anzi meglio).
Chiusa la parentesi sugli indegni, ecco invece la cronaca di una domenica ormai quasi estiva bagnata da un diluvio di gol. Chi pensava che la gradinata avrebbe mollato, una volta raggiunto l’obiettivo serie D, è rimasto deluso: una trentina i ragazzi dei quattro gruppi che si muovono alla volta di Divino Amore. Durante il viaggio d’andata, a costo di fare tardi, si tenta la fortuna: tentativo inutile, a parte il fatto che ovviamente facciamo tardi, complice anche il traffico dei pellegrini (e speriamo che qualcuno non abbia sporcoddiato troppo mentre era in fila in auto, magari con i finestrini aperti). Il centro sportivo è comunque abbastanza accogliente, anche se la tribuna è scarsetta, troviamo posto e appendiamo l’armamentario riscaldando l’ambiente con cori e torcia, mentre i campionati regionali (speriamo di non doverci capitare mai più) ci regalano un’altra perla: l’allenamento di due squadre di football americano proprio oltre la rete che delimita il campo da calcio…
Le squadre comunque hanno aspettato noi per regalare il meglio: nel primo tempo il vantaggio di Gagliardini ci dà fiducia sugli stimoli dei ragazzi in tempo, l’inizio ripresa sembra però volerci smentire perché svaniti i fumogeni siamo addirittura sotto di un gol. A questo punto scatta puntuale ed inevitabile la macumba, la pezza “Tarquinia” viene rimossa e fa subito effetto (come in occasione del rigore parato da Baroncini col Cecchina): gol di Adornato e del redivivo Greco e siamo di nuovo sopra. Arriva anche il quarto sigillo, con Ruggiero, e ciò ci rende felici anche se comunque sulle gradinate è la goliardia che la fa da padrona pressoché assoluta. Il terzo gol dei locali strappa applausi sinceri per il gesto atletico e si finisce con gli ormai consueti saluti reciproci con la squadra. La chicca della giornata è probabilmente la fotoricordo del presidente, ignaro di ciò che avveniva alle sue spalle (comunque è uguale… anzi meglio), poi c’è tempo per quattro chiacchiere e un caffè e siamo di nuovo a casa.
lunedì, 07 aprile 2008

E' molto di più
 
Civitavecchia-Cecchina 2-0
Un vecchio motto delle gradinate europee suona pressappoco così: “una partita di calcio non è una questione di vita o di morte. E’ molto di più”.
Civitavecchia-Cecchina ne è la riprova, come è la riprova della relatività del tempo. Senza scomodare Einstein, è scientificamente provabile quanto i 90 minuti di gioco effettivo siano dilatati rispetto a chi li vive dalla gradinata. Perché per noi non è stata Civitavecchia-Cecchina, ma la sfida di ciò che amiamo contro il destino. Non si può dare torto a chi dovesse dire che la vittoria di ieri è il frutto di due tempi giocati dai calciatori, né a chi estende il discorso e parla di coronamento di un campionato. Ma non dateci torto, ora che diremo che questa partita ha sancito la vittoria di chi crede nel Civitavecchia dopo una “partita” durata tre anni a girare campi infami, dall’Under 21 all’Eccellenza passando per la Seconda Categoria. O addirittura che è durata otto anni, da quando noi abbiamo lasciato il palcoscenico del campionato nazionale dilettanti sperando, in fondo al cuore, che la risalita sarebbe stata rapida, perché una piazza come la nostra non può stare così in basso.
Ecco perché raccontare una partita del genere è complicato, ed ecco perché di partite così si parla per anni: ci sono anni dietro quella partita, ci sono anni dopo di essa e quella partita ne fa parte. Il destino si costruisce così, cercando di migliorarlo giorno per giorno, e ogni tanto c’è la data fatidica che resta quella buona per la storia a racchiudere il significato di tante singole, oscure, polverose battaglie durate interminabili momenti.
Allora, quando è cominciata Civitavecchia-Cecchina? Quando quest’inverno abbiamo ordinato il materiale per la coreografia? Quando qualche settimana fa facevamo i conti sperando di poter festeggiare una “eventuale” vittoria del campionato a casa? Quando abbiamo iniziato a montare la coreografia in settimana? No, dai: troppo lunga. Raccontiamo solo la domenica, compreso però almeno il prima e il dopo la partita!
Alle 9 e mezzo ci accorgiamo che le aspettative sono tante, perché davanti ai cancelli ancora chiusi della gradinata di facce “di casa” ce n’è già parecchie. Nel chiuso di una stanza, comunque, la coreografia aveva già preso forma, mancavano solo alcuni dettagli, prontamente preparati sul posto. Così c’è un’ora e mezza da aspettare e la tensione viene consumata discettando di porchette e di porchetti, sacramentando per il vento e decidendo il primo coro da intonare all’ingresso delle squadre in campo. Ma le ugole si scaldano incitando i giocatori che ancora si allenano con le casacche. La gradinata va riempiendosi, è il momento di eseguire la coreografia ma nessuno sa come sia venuta. La carica comunque è tanta: passa un minuto ed è già frana, dopo la rete di Gagliardini. Non c’è un volto che non sorrida, la serie D è ad un passo. Troppo presto? Forse sì, forse no, certo il primo tempo va via con giocate dure in campo e con ragazzi sulle gradinate da spronare a cantare. A cavallo dell’intervallo le significative parentesi di carta: lo striscione per Matteo, ultras parmense, preparato dalla Bf a fine primo tempo e quello per Lady Veleno, confezionato da Old City, ad inizio secondo. Nella ripresa il sostegno raggiunge i massimi livelli, la gradinata sente la festa avvicinarsi e ritma il tempo che passa con battimani e goliardia. Poi però c’è il fischio dell’arbitro a zittirla, anche se solo per un attimo: l’arbitro decreta il rigore per il Cecchina. La rincorsa del giocatore ospite, il tiro sotto i fischi dello stadio, poi l’esplosione: Baroncini smanaccia e raccoglie il pallone, l’esultanza è più forte di un gol. Ancora due minuti e Brunetti serve De Luca per il raddoppio: bolgia. A questo punto chiediamo alla gradinata il “tutti in piedi”, i boati sono sempre più forti. Va via anche il coro del Boca, il recupero: è serie D. I ragazzi vengono tutti sotto di noi a festeggiare, ce lo meritiamo e lo sappiamo benissimo. Aspettiamo che la gente vada via e ci godiamo le gradinate vuote, poi in un manipolo effettuiamo un blitz negli spogliatoi con la squadra che si fa la doccia e alla fine andiamo.
Brindisi al bar, e c’è da decidere sul da farsi. Il tempaccio sconsiglia di unirci ai CvUltras, loro soggiovani e possono pure esporsi al libeccio della Frasca per un pomeriggio intero, noi siamo la gerontocrazia ultras della gradinata e decidiamo di scegliere… tramontana (il ristorante). Prima di partire, riceviamo la “soffiata”: la squadra, per il suo “pranzo dei guerrieri”, ha scelto la stessa sede. Ci mettiamo al tavolo di fianco a loro, brindisi e urlacci, ma i nostri si sentono poco che la voce è rimasta giù in città, ancora aleggia nel “Fattori” ormai deserto. Con Barone, col capitano, con Sasà, col mister, con tutti gli altri ci scambiamo tante battute ed abbiamo l’impressione che anche loro sappiano quanto abbiamo sofferto. Ci ha fregato Nicolucci: andato via per primo perché in televisione lo aspettava un certo Manichino, ha pagato lui anche per noi. Poi, fuori dal ristorante, la torcia con la quale volevamo affumicare la Braccianese non ha funzionato. Unico neo della giornata. Ma chissenefrega…
lunedì, 31 marzo 2008

Un'altra maledetta domenica
 
La trasferta di un altro ultras è finita in cielo. Matteo è andato via, dice che è stato un incidente, una tragica fatalità. Certo che qua piove sul bagnato, e la sensazione è che in un paese di merda piova merda, perciò ombrello sempre a portata di mano. Resteremo in ascolto, ma già serpeggia di nuovo la voglia di mettere gli ultras al muro: vittime, comunque carnefici, quindi colpevoli e per noi vige sempre il massimo della pena. Riposa in pace Matteo, non li stare a sentire e già che stai lì saluta quelli che ci vogliono bene.
Una notizia come questa ha finito quindi per guastare una bella giornata per la gradinata, in trasferta per l’occasione in uno stadio in puro stile Tragliata (Seconda Categoria dello scorso anno, “chi c’era sa”). Identico il risultato e la dinamica dei gol (all’indimenticabile Pantazi si è sostituito il festeggiato Brunetti), identica strada da trovare col lanternino, identici spalti immaginari, identico scenario impensabile per una tifoseria. Parlano le foto. Partendo dall’inizio, si parte in ritardo: colpa di quegli “stronzi” dei ritardatari (letterale: chi c’era nel bagno di Hummel alle otto e un quarto di mattina sa). Strada facendo, un’auto a parte, si raggiunge Torri in Sabina in tempi assai rapidi e si è sul posto con largo anticipo. Questa volta al “botteghino” ci chiedono da subito cinque euro, ma col senno di poi non meritavano neanche quelli: ci inventiamo gli spalti occupando sbarramenti di sassi proprio sopra la bandierina del calcio d’angolo e ridiamo per non piangere davanti allo scenario.
Il Civitavecchia comincia in sordina e il Torri passa con merito su punizione. Nel secondo tempo Caputo schiera anche la terza punta, proprio Brunetti comincia a battere una sequenza di corner dal calcio d’angolo due metri sotto la nostra postazione (e quindi sotto al nostro incitamento continuo e impazzito) e in mischia arriva prima il pareggio di Boriello, poi proprio il raddoppio di Sasà, che oggi faceva pure gli anni e che è venuto ad abbracciarci dopo il gol vittoria. Repertorio corale abbastanza vasto, ripetute volte “Saluti dal mare”, “echi”, “Boca”, colore e calore. Di più non potevamo dare, il risultato ci premia e domenica mattina basta battere il Cecchina al “Fattori”, indipendentemente da quel che farà l’Aprilia il pomeriggio, per essere in D.
Ripartiamo quindi per casa, quattro BB si recano comunque a Rieti per assistere a Rieti-Astrea e ricambiare il favore di due ragazzi dei Boys del capoluogo sabino, presenti con noi a Torri. Poi il pomeriggio che poteva essere tranquillo, e che invece è funestato dalle notizie di Asti.