Cervelli accesi - 3
Ebbene sì, ci sono cervelli accesi anche in città. Pubblichiamo, onorati di farlo, un articolo comparso sul giornale telematico locale Centumcellae.it a firma di Marco Galice, nostra vecchia conoscenza. Merita.
Ci risiamo. Stessa storia, stessi protagonisti, stesso epilogo. Sedicenti imprenditori che vogliono fare grande il calcio nerazzurro, organi di informazione che li ricoprono immediatamente di osanna, tifosi che vanno subito in visibilio. Ed è così che il sicuro insediamento dei fratelli Pomponi alla guida della Civitavecchiese si è risolto nell'ennesima bufala del calcio cittadino, e a rileggere i titoli celebrativi a caretteri cubitali apparsi meno di tre settimane fa su quasi tutti i giornali cittadini non si può davvero non sorridere. Ma tant'è, sembra bastare davvero poco in questa città, quando si parla di calcio, per scatenare tra stampa e tifosi improvvide esaltazioni. Forse perché i ricordi della gloriosa Vekkia di Giovanni Fattori in C2 iniziano a farsi sempre più nostalgici. Eppure, proprio da quei lontani tempi, ne sono accadute di cose e, anche in un più recente passato, di bufale pallonare utili ad alimentare un po' di prudenza se ne sono viste davvero tante. Ma evidentemente non sono bastate. Basta andare indietro con la memoria al 1994, con il Civitavecchia di Pino Putzu, dopo la travolgente promozione dall'Eccellenza, in testa al proprio girone dei Dilettanti e proiettato spettacolarmente in C2. A metà stagione, con l'undici di Fronti in testa alla classifica, la società viene acquistata da tale Pagliuca di Roma. Il Civitavecchia finirà il campionato secondo, dopo un finale agonizzante, perdendo la C2 per un solo punto di distacco dal Marsala. Iniziano le varie cordate societarie targate Sensi, che promettono faville ma regalano solo delusioni, con la squadra che vede avvicendarsi girandole di giocatori e dirigenti rimanendo però sempre ancorata ai Dilettanti. Siamo nel 1997 e dopo la positiva esperienza Tersigni arriva in città il pirotecnico Cavalier Mario Auriemma, che il giorno della presentazione la spara davvero grossa: “In tre anni porto il Civitavecchia in serie B”. Tutti ricordano come finì: i nerazzurri non riuscirono a conquistare nemmeno la C2. Altro giro altra ruota e in riva al Tirreno si presenta un tal Giacomini, solo omonimo del mitico Roberto capo ultrà. Anche lui si presenta con proclami: “Vogliamo la C2”. Quella stessa stagione il Civitavecchia retrocede in Eccellenza e Giacomini decide di cambiare subito aria, per lasciare posto in via Attilia Bandiera ad un altro pezzo da novanta della storia calcistica cittadina: Ezio Musa, famoso molto più per le sue furibonde e plateali litigate con l'amministrazione comunale e le società di atletica che non per i suoi successi sportivi. Il Civitavecchia infatti non si schioda dall'Eccellenza ed è l'inizio di una lenta agonia. Perché il peggio deve ancora venire: si chiama Angelo Gonnella e di professione fa l'architetto, mestiere che sarebbe stato utile avesse continuato a svolgere anziché venire a fare il Presidente, anche lui inizialmente celebrato, del Civitavecchia. I risultati sono i peggiori in assoluto, con la squadra che sprofonda addirittura in Seconda categoria. Ecco allora presentarsi in città Oreste Pisano, che dice di avere alle spalle niente meno che Long John Chinaglia deciso a rifare grande il Civitavecchia che fu, con tanto di conferenza stampa di presentazione dei nuovi assetti societari. Passa qualche settimana e, strano a dirsi, finisce tutto in una bolla di sapone, con Chinaglia costretto a preoccuparsi non di calcio ma di problemi giudiziari. Ed eccoci quindi ai giorni nostri, con i sedicenti fratelli Pomponi che, bontà loro, come tutti i loro precursori, vogliono disinteressatamente investire sul calcio cittadino e vengono accolti in modo faraonico. L'esito del loro arrivo lo conosciamo. C'è poco da commentare quindi. Bene hanno fatto ieri i tifosi della “gradinata popolare” a dire che non si possono più accettare “balletti immondi sulla salma della Vecchia”, Civitavecchia o Civitavecchiese che sia, intese semplicemente come calcio cittadino. Anche se un'ultima nota va spesa per l'imbarrazante e mai dura a morire mania di dedicare scritte celebrative a personaggi di cui si conosce niente o poco per il solo motivo che si presentano in città con tanti bei proclami. Perché “Il benvevuti fratelli Pomponi” che campeggia dietro la porta del Fattori sarà davvero destabilizzante per i giocatori della Civitavecchiese che cercheranno in queste ultime giornate di campionato di conquistare una disperata salvezza. Ed anche in questo caso di precedenti sconfortanti ce ne sono a iosa. Dalle scritte inneggianti a Pagliuca al “Tutti uniti x la C2” in onore del Cavalier Auriemma, visibile ancora oggi allo stadio; passando per la più infausta scritta “Di Chiara sei grande”. Vi ricordate Stefano Di Chiara? Non era un presidente ma un “grandioso” allenatore. Stagione 1995-1996: all'esonarato Ugo Fronti subentrò l'ex giocatore della Fiorentina, accolto come un eroe dai tifosi. Ma diventò subito famoso per le sue “cordiali” interviste con la stampa e la caterva di insulti rivolti ai suoi giocatori che sbagliavano; e l'idillio coi tifosi si ruppe dopo appena un mese e mezzo con tanto di dito medio alzato verso la gradinata. Ma Di Chiara trovò pane per i suoi denti. A metà campionato la società ingaggiò infatti un certo Ponzi (in onore del quale Roberto Giacomini coniò l'antologico coro “para-pa-Ponzi-Ponzi-Ponzi"), piedi buoni ma testa calda; molto calda. Tanto che una domenica, dopo essere stato sostituito da Di Chiara, decise di andarlo a ringraziare personalmente correndo in panchina e sputandogli addosso, per poi dirigersi come nulla fosse solo soletto negli spogliatoi. Un episodio forse emblematico e molto attuale della difficile situazione calcistica cittadina.
Marco Galice
(fonte: Centumcellae News)