A Tragliata partita tranquilla: un ferito
Eccolo, il successo che tutti si aspettavano: un successo atteso perché la squadra aveva dato prova di una concreta reazione mentale contro il Casalotti, ma un successo completamente inatteso per le modalità con cui si è verificato.
Cominciando dall’inizio, il contingente ospite parte con le auto dal Fattori intorno alle 10, fa salire un ragazzo a Santa Marinella e prosegue la sua corsa fino a Tragliata, senza intoppi nonostante il fatto che per trovare questa località ci sia voluto il cane da tartufo. Sul posto, unico campo in erba naturale del girone, due ragazzi hanno fatto da avanguardia scegliendo il “settore”. Inutile dire che di tribune neanche l’ombra. Si attaccano gli striscioni (Bad Boys, Brigata Faro, la pezza Tarquinia e “- borghesi + borghetti”), si scalda il prepartita e si accende una torcia per l’ingresso in campo, incitando la squadra senza risparmio nonostante una visita sgradita.
Scatta anche la “pogata” a più riprese e alla fine un Bad Boys se ne andrà a casa con un sopracciglio ben gonfio: vabbè che il fight club si deve allenare, però diamoci una regolata! Ma è giusto così… All’intervallo, raggiunto a reti inviolate, il numero 2 del Tragliata invece di prendere la via degli spogliatoi si mette a correre verso di noi: voleva farci i complimenti “per la mentalità”. Un bel gesto che è stato apprezzato. La partita in campo è comunque maschia, nonostante le mani occupate a causa della presenza di alcune decine di lattine di birra (e una di una bevanda americana: vero Bad Ladies?) il tifo della quindicina abbondante di ultras al seguito non si spegne finché… come al solito, e sempre nel secondo tempo (una casualità o un dato su cui riflettere?) prendiamo gol.
Proviamo a spronare i ragazzi, in campo il mister inserisce un nuovo acquisto, di nazionalità rumena, di cui non conosciamo nulla se non il soprannome (per la cronaca: Gigi…). La partita sembra però segnata e il terz’ultimo posto, forse in solitudine, è uno spettro che aleggia sulla vallata di Tragliata carezzando malevolmente la testa a noi e ai ragazzi in campo. Infatti il “pasionario etrusco” si stava già cospargendo di kerosene dalla disperazione, aveva forse già estratto il cerino; ma viene fermato da un altro, che merita invece, a questo punto, l’appellativo di “sciamano”, alla cavese: “Tranquillo, guarda, ora andiamo sulla fascia”, e un giocatore va sulla fascia; “ora la mette in mezzo” e dopo qualche secondo la mette in mezzo davvero, sul limite, ma lo specchio della porta è chiuso; “vabbè, ora la dà dall’altra parte” e quello la dà davvero dall’altra parte subito dopo! “Ora parte il cross e segna di testa”, dice quando la palla sta ancora dalle parti della bandierina. Inutile dire, a questo punto, cosa succede immediatamente dopo… Vi basti sapere che il gol porta la firma di Gigi il rumeno. Esultanza da pazzi, perché siamo all’85’. Non c’è neanche il tempo di abbozzare un “avanti ragazzi di Buca, avanti ragazzi di Rest” che Luca Scognamiglio scatta fulmineo e trafigge il portiere: questa volta la “frana” (come col Casalotti) non c’è, perché avremmo dovuto franare sulla strada sottostante e hai visto mai che proprio in quel momento passava il pullman della squadra… Ma il “settore” brulica come un formicaio assediato: gente sulla rete, gente che corre, che si abbraccia, che salta rotolando sull’erba. Uno spettacolo. La partita finisce dopo che ci permettiamo pure il lusso di sbagliare il 3-1 e l’abbraccio con la squadra è fantastico, noi che cantiamo e loro che saltano in mezzo al campo brandendo lo striscione Brigata Faro.
Ritorno tranquillo e dopo la fiera delle emozioni c’è chi s’incammina mesto per la fiera… di Roma. Ma va bene così, basta essere… fieri di noi.