by Mr.Webmaster
domenica, 13 aprile 2008

Comunque è uguale
 
uguale
“Spavaldi D esserci”, “noi ci siamo stati sempre”… Li abbiamo cercati dappertutto, preoccupandoci che fossero rimasti imbottigliati nel traffico del santuario, mandando i Cv Ultras in avanscoperta al porchettaro: niente da fare, ci hanno detto, non c’erano neanche sotto i panini. Peccato perché è la prima trasferta che saltano: s’intende, dopo Rieti, Pomezia, Anzio, Torri, eccetera eccetera… Comunque è uguale (anzi meglio).
Chiusa la parentesi sugli indegni, ecco invece la cronaca di una domenica ormai quasi estiva bagnata da un diluvio di gol. Chi pensava che la gradinata avrebbe mollato, una volta raggiunto l’obiettivo serie D, è rimasto deluso: una trentina i ragazzi dei quattro gruppi che si muovono alla volta di Divino Amore. Durante il viaggio d’andata, a costo di fare tardi, si tenta la fortuna: tentativo inutile, a parte il fatto che ovviamente facciamo tardi, complice anche il traffico dei pellegrini (e speriamo che qualcuno non abbia sporcoddiato troppo mentre era in fila in auto, magari con i finestrini aperti). Il centro sportivo è comunque abbastanza accogliente, anche se la tribuna è scarsetta, troviamo posto e appendiamo l’armamentario riscaldando l’ambiente con cori e torcia, mentre i campionati regionali (speriamo di non doverci capitare mai più) ci regalano un’altra perla: l’allenamento di due squadre di football americano proprio oltre la rete che delimita il campo da calcio…
Le squadre comunque hanno aspettato noi per regalare il meglio: nel primo tempo il vantaggio di Gagliardini ci dà fiducia sugli stimoli dei ragazzi in tempo, l’inizio ripresa sembra però volerci smentire perché svaniti i fumogeni siamo addirittura sotto di un gol. A questo punto scatta puntuale ed inevitabile la macumba, la pezza “Tarquinia” viene rimossa e fa subito effetto (come in occasione del rigore parato da Baroncini col Cecchina): gol di Adornato e del redivivo Greco e siamo di nuovo sopra. Arriva anche il quarto sigillo, con Ruggiero, e ciò ci rende felici anche se comunque sulle gradinate è la goliardia che la fa da padrona pressoché assoluta. Il terzo gol dei locali strappa applausi sinceri per il gesto atletico e si finisce con gli ormai consueti saluti reciproci con la squadra. La chicca della giornata è probabilmente la fotoricordo del presidente, ignaro di ciò che avveniva alle sue spalle (comunque è uguale… anzi meglio), poi c’è tempo per quattro chiacchiere e un caffè e siamo di nuovo a casa.
mercoledì, 23 gennaio 2008

Proteggi la fauna dell'Alto Lazio
 
Non pistarlo: proteggi il viterbese
Una buona notizia, che forse già sapete: il Panda Gigante non è a più a rischio estinzione. Rischio che però, purtroppo, riguarda un esemplare simpatico e tenerissimo della fauna locale dell’Alto Lazio, il Viterbese Nano. Ma anche qui c’è una buona notizia: due o tre ancora esistono e digitano, come scimmiette ben ammaestrate, persino sulle tastiere dei computer. La raccomandazione è una: non trattateli male, coccolateli, ne va della diversità della biosfera. Anzi, se vi capita mettete da parte qualche carota e l’immancabile caciotta: come nel caso del panda che mangia solo bambù, questi sono gli unici alimenti amati da questi simpatici animaletti con le orecchie da coniglio.
Abbiamo del resto una responsabilità morale al riguardo. Purtroppo abbiamo anche noi contribuito alla decimazione della specie. Ecco qui una foto che mostra dei civitavecchiesi assai poco ambientalisti, che danno vita ad una deprecabile caccia al coniglio viterbese per le strade intorno allo stadio di Viterbo.
 Viterbese-Civitavecchia C.I. 1992
Risale ad una battuta di caccia in occasione di Coppa Italia del 1992 e la cultura ambientalista, ahinoi, non si è ancora diffusa abbastanza. Sappiamo che tutt’oggi c’è chi ricorda quelle trasferte-safari a Viterbo con cartelli come questo
 Viterbo: attenzione
Fortunatamente è dal 1993 che non si registrano incontri tra Civitavecchia e Viterbese, altrimenti oggi staremmo piangendo un altro povero animale estinto, come il mitico uccello dodo o la ruzzica rampichina.
Facciamo quindi mea culpa e invitiamo anzi gli ultras di tutta Italia (e ripetiamo tutta Italia, perché alzi la mano chi non ha infierito contro questi poveracci) a fare altrettanto.
L’occasione ci è anche gradita per augurare BUONA SERIE D a tutti. Ma proprio tutti…
venerdì, 05 ottobre 2007

Ci avete sempre in bocca...
 
Solo per dire che ci siamo persi l’anno scorso, quando il Civitavecchia è stato messo nel girone romano di Seconda Categoria anziché in quello viterbese, riportiamo brani di un articolo comparso su Civitavecchia Oggi e Viterbo Oggi giovedì scorso in edicola.
 
Troppe offese ai giocatori di Civitavecchia che militano nel Monte Romano. Stessa storia domenica nel match interno con il Barco Murialdina valido per la prima giornata del girone A di Seconda Categoria (risultato finale 4-0) e lettera in redazione del ds Valerio Galuppi, avallata dal presidente del Monte Romano Paolo Di Martino.
“Con questa lettera … vorrei rimarcare l’atteggiamento nei confronti della nostra società da parte delle tifoserie e squadre avversarie … Sono ormai tre anni che vivo questa spiacevole esperienza e sistematicamente ogni domenica giù epiteti e sfottò che alla lunga lasciano il segno e fanno sì che sugli spalti o in campo si creino delle situazioni dalle quali poi è difficile uscirne dando così sfogo alla presente. Non più tardi di domenica scorsa durante la prima di campionato giocata tra le nostre mura amiche siamo stati accusati di essere dei ladri ed apostrofati come civitavecchiesi di m… Ora passi il ladro, tanto è inutile stare a parlare di questo o quell’episodio ma per tornare al discorso iniziale, offendere i nostri atleti in maniera così pesante, risulta essere ormai intollerabile. Non capisco tutta questa cattiveria nei confronti dei civitavecchiesi che di certo non hanno bisogno delle nostre difese ma ogni volta purtroppo è sempre la stessa storia”.
Per quanto è avvenuto è stato chiamato in causa il Barco Murialdina visto che domenica erano presenti sugli spalti tifosi e qualche dirigente della società rionale oltre che sostenitori della squadra di casa. Abbiamo interpellato il dirigente responsabile Paola Perandria. “Riguardo ai fatti di domenica è vero che qualcuno è uscito fuori dalle righe ma sottolineando che il Monte Romano ha strameritato la vittoria e avrebbe vinto ugualmente l’incontro, c’è da dire che gli animi più sugli spalti che in campo li ha riscaldati un arbitro di Santa Marinella (sezione di Civitavecchia) che dava del tu ai giocatori del Monte Romano che ci ha penalizzato in tutto e per tutto. Civitavecchiese lui, civitavecchiesi i giocatori e si sa poi come i tifosi ragionano ma ritengo che il tutto debba essere stemperato fermo restando che le rivalità storiche anche in campo sportivo tra la nostra piazza e quella di Civitavecchia possa originare un po’ di fermento, un po’ come tra Viterbo e Terni”…
 
Morale della favola: Monte Romano, Santa Marinella ecc. sotto la provincia di Civitavecchia e viterbese contadino la tua forza è il pecorino (e tu moje? a pecorina...).
postato da: Hummel1989 alle ore 15:00 | link | commenti (21)
categorie: aneddoti, notizie, dicono di noi, 7 giorni su 7
lunedì, 23 aprile 2007

Il primo col secondo…

85 Fiumicino-Civitavecchia
... noi ce ne piamo tre. Sono già trasferte di fine stagione e su questo non c’è dubbio. La squadra che parte con dodici giocatori contati è una conferma a tutto questo, come è una conferma al fatto che pensare di continuare a mantenere il nome di Civitavecchia in queste categorie non è fattibile. Al riguardo, è ormai appurato che l’ultima possibilità di riprenderci ciò che ci spetta è che il gestore rilevi il titolo della Civitavecchiese, portandoci almeno in Eccellenza ed eliminando una volta per tutte un dualismo che la gente di questa città, nel suo insieme, non sopporta più.
Comunque, di fine stagione per noi c’è solo la filosofia, perché l’impegno c’è e la stessa presenza non è da disdegnare. Il contingente parte di mattina in auto con ritardo tutto sommato contenuto, frugale sosta all’autogrill e siamo a Fiumicino, dove ci attende Castelli, in orario limite. Entriamo che si è giocata qualche decina di secondi ma il Civitavecchia già perde: ad informarci sono altri civitavecchiesi presenti, a sorpresa, sul posto. Attacchiamo gli striscioni ed entra il secondo gol su rigore, mentre continuiamo a cantare e il terzo li raggiunge a stretto giro di posta. Ogni possibile velleità se n’è andata senza salutare ma per noi non cambia nulla. La birra va via che è un piacere sotto il caldo sole di questa primavera già torrida, si scherza e non ci si dimentica di citare quelli che devono restare fuori. C’è anche spazio per dibattiti sui futuri assetti, ma la voglia di discutere è rimasta poca e in tal senso sappiamo benissimo che c’è solo da aspettare per poi prendere le decisioni del caso.
Anche il secondo tempo fila via senza problemi, ci stupiamo perché non prendiamo altri gol e con il secondo 0-3 consecutivo nelle ultime due trasferte abbandoniamo le tribune dell’apprezzabile impianto sull’isola sacra. C’è tempo per chiedere qualche caffè corretto al signor Amedeo, che ce li aveva promessi all’andata, e di scambiare quattro chiacchiere in tranquillità. Poi via, ognuno per la sua strada. Il grosso verso casa, qualche temerario a seguire la Civitavecchiese a Pisoniano, a titolo personale, assieme alla impagabile “mela nera”. Per loro la domenica si è conclusa, tanto per dire, con sette gol complessivi sul groppone. Se il calcio a Civitavecchia è questo, viva gli ultras perché sono loro l’unica realtà vincente. Il resto solo chiacchieroni.
postato da: Hummel1989 alle ore 01:03 | link | commenti (5)
categorie: aneddoti, notizie, risultati, la partita in gradinata
domenica, 05 novembre 2006

A Tragliata partita tranquilla: un ferito

Eccolo, il successo che tutti si aspettavano: un successo atteso perché la squadra aveva dato prova di una concreta reazione mentale contro il Casalotti, ma un successo completamente inatteso per le modalità con cui si è verificato.
Cominciando dall’inizio, il contingente ospite parte con le auto dal Fattori intorno alle 10, fa salire un ragazzo a Santa Marinella e prosegue la sua corsa fino a Tragliata, senza intoppi nonostante il fatto che per trovare questa località ci sia voluto il cane da tartufo. Sul posto, unico campo in erba naturale del girone, due ragazzi hanno fatto da avanguardia scegliendo il “settore”. Inutile dire che di tribune neanche l’ombra. Si attaccano gli striscioni (Bad Boys, Brigata Faro, la pezza Tarquinia e “- borghesi + borghetti”), si scalda il prepartita e si accende una torcia per l’ingresso in campo, incitando la squadra senza risparmio nonostante una visita sgradita.
Scatta anche la “pogata” a più riprese e alla fine un Bad Boys se ne andrà a casa con un sopracciglio ben gonfio: vabbè che il fight club si deve allenare, però diamoci una regolata! Ma è giusto così… All’intervallo, raggiunto a reti inviolate, il numero 2 del Tragliata invece di prendere la via degli spogliatoi si mette a correre verso di noi: voleva farci i complimenti “per la mentalità”. Un bel gesto che è stato apprezzato. La partita in campo è comunque maschia, nonostante le mani occupate a causa della presenza di alcune decine di lattine di birra (e una di una bevanda americana: vero Bad Ladies?) il tifo della quindicina abbondante di ultras al seguito non si spegne finché… come al solito, e sempre nel secondo tempo (una casualità o un dato su cui riflettere?) prendiamo gol.
Proviamo a spronare i ragazzi, in campo il mister inserisce un nuovo acquisto, di nazionalità rumena, di cui non conosciamo nulla se non il soprannome (per la cronaca: Gigi…). La partita sembra però segnata e il terz’ultimo posto, forse in solitudine, è uno spettro che aleggia sulla vallata di Tragliata carezzando malevolmente la testa a noi e ai ragazzi in campo. Infatti il “pasionario etrusco” si stava già cospargendo di kerosene dalla disperazione, aveva forse già estratto il cerino; ma viene fermato da un altro, che merita invece, a questo punto, l’appellativo di “sciamano”, alla cavese: “Tranquillo, guarda, ora andiamo sulla fascia”, e un giocatore va sulla fascia; “ora la mette in mezzo” e dopo qualche secondo la mette in mezzo davvero, sul limite, ma lo specchio della porta è chiuso; “vabbè, ora la dà dall’altra parte” e quello la dà davvero dall’altra parte subito dopo! “Ora parte il cross e segna di testa”, dice quando la palla sta ancora dalle parti della bandierina. Inutile dire, a questo punto, cosa succede immediatamente dopo… Vi basti sapere che il gol porta la firma di Gigi il rumeno. Esultanza da pazzi, perché siamo all’85’. Non c’è neanche il tempo di abbozzare un “avanti ragazzi di Buca, avanti ragazzi di Rest”  che Luca Scognamiglio scatta fulmineo e trafigge il portiere: questa volta la “frana” (come col Casalotti) non c’è, perché avremmo dovuto franare sulla strada sottostante e hai visto mai che proprio in quel momento passava il pullman della squadra… Ma il “settore” brulica come un formicaio assediato: gente sulla rete, gente che corre, che si abbraccia, che salta rotolando sull’erba. Uno spettacolo. La partita finisce dopo che ci permettiamo pure il lusso di sbagliare il 3-1 e l’abbraccio con la squadra è fantastico, noi che cantiamo e loro che saltano in mezzo al campo brandendo lo striscione Brigata Faro.
Ritorno tranquillo e dopo la fiera delle emozioni c’è chi s’incammina mesto per la fiera… di Roma. Ma va bene così, basta essere… fieri di noi.
postato da: Hummel1989 alle ore 23:16 | link | commenti (16)
categorie: aneddoti, notizie, la partita in gradinata
giovedì, 12 ottobre 2006

Arbitro brutto bagarospo!

 
TNwallpaperkang-bart
Mentre cerchiamo di comprendere, al di là delle parole, quali siano le reali intenzioni della società, diamo uno sguardo anche al girone che comunque, nel bene o nel male, ci vedrà quest’anno protagonisti. L’esperienza di Dragona ci insegna che la mentalità in queste categorie è davvero scarsa,  e non poteva essere altrimenti. Comunque intendiamo divertirci un pochino a monitorare cosa accade sugli altri campi, spaziando tra Prima e Seconda Categoria.

Dal comunicato del comitato regionale apprendiamo, ad esempio, che una partita del girone H di Prima Categoria è stata sospesa per incidenti… in campo. Il campo è, nella fattispecie, quello di Strangolagalli. E in un paese con un nome tanto improbabile (ricordiamo comunque di averlo letto su un cartello stradale in occasione di una trasferta ad Isola Liri) cosa poteva accadere? “Durante l'intervallo, mentre l'arbitro si recava nello spogliatoio, l'allenatore e il massaggiatore della Società Virtus Strangolagalli XX e XX protestavano nei suoi confronti e il massaggiatore XX, dopo averlo minacciato gli stringeva con forza il collo causandogli intenso dolore, nonché difficoltà di respirare”. Per la serie: arbitro strangolato a Strangolagalli.
Per quanto riguarda i tifosi, sempre in Prima Categoria si distinguono quelli del Monte San Biagio, che fanno beccare alla società 150 euro di ammenda “perché propri sostenitori lanciavano fumogeni sul terreno di gioco, provocando il ritardato inizio della gara, e per aver fatto esplodere alcuni petardi”.
In Seconda Categoria altra gara sospesa per botte da orbi all’arbitro: si tratta di Audace Olimpica-Real Turania, con i giocatori ospiti “che si sono dati un gran daffare”, come direbbe un certo telecronista di Macerata. Risultato: partita persa a tavolino e squalifiche da due a dieci giornate per cinque giocatori. Per quanto riguarda il nostro girone, si segnalano i tifosi del Canossa, multato di 100 euro “perché sostenitori locali, per tutta la durata della gara, scuotevano più volte la rete di recinzione e rivolgevano all'arbitro reiterate frasi ingiuriose”. Nel corso della stessa partita un giocatore del Canossa ha rimediato una squalifica fino a luglio del prossimo anno per un pugno al viso di un avversario.
Infine, in terra ciociara, i suoi “ultras” sono valsi al Gens Cantalupo cento euro di multa “perché sostenitori locali lanciavano tre fumogeni nel recinto di gioco prima dell'inizio della gara”.
postato da: Hummel1989 alle ore 20:18 | link | commenti (2)
categorie: aneddoti, notizie
martedì, 07 marzo 2006

Prodotti tipici locali
(Aneddoti BB: quarta puntata)

 

 

1. Pesce
Trasferta a Viterbo, campionato 1992/93, terz’ultima di campionato e Civitavecchia quasi retrocesso. Sul 3-0 o 4-0 per loro, parte dai viterbesi il coro “Pesciaroli”. Un ragazzo dei Fedayn a quel punto ne apostrofa un altro: “A caianè, t’hanno riconosciuto”….

2. Carne
Trasferta a Gallese, 1993/94. Arriviamo in pullman, entrando sugli spalti notiamo una pecora legata al cancello d’entrata. Finisce il primo tempo, nell’intervallo l’altoparlante annuncia: “Al possessore del biglietto xxxx va in premio un abbacchio!”.
(P.S.: purtroppo non era un biglietto dei nostri…)

 

3. Vino
Civitavecchia-N. Jesina, 1996/97. Uno di noi si avvicina al settore ospiti, una blu allarmatissima lo blocca. “Dove credi di andare?”. Risposta. “Sto cercando un mio amico di Jesi”. Un signore sulla cinquantina, seduto in gradinata, che aveva assistito al dialogo: “Ahò, dì all’amico tuo che ce porta na buttija de Verdicchio…”.

 

postato da: Hummel1989 alle ore 19:16 | link | commenti (2)
categorie: aneddoti
venerdì, 03 febbraio 2006

Sviste parte seconda
(Aneddoti BB: terza puntata)

4. Corteo... muro-muro
Trasferta a Foligno, 1992/93. Durante il corteo di ritorno alla stazione, il gruppo è seguito passo passo: sono tre ragazze, una è pure carina! Si avvicinano quando siamo al bar della stazione. Uno di noi chiede alla più carina: “Come ti chiami?”. Risposta: “Paride”. Il timbro di voce e il pomo d’adamo non lasciavano dubbi. Era proprio… Paride.
(P.S.: a parziale scusante il gruppo festeggiava quel giorno l’anniversario della morte di Bob Marley)

5. Punti di vista
Fine anni ‘90. I cosiddetti Forever Ultras, quelli dei tempi della C, annunciano che hanno preparato un nuovo megastriscione in pvc da venti e passa metri. La domenica andando allo stadio uno di noi passa dalla tribuna per controllare: c’era scritto “Commando Ultrà Gradinata Ovest”. Bello davvero: peccato però che la gradinata di Civitavecchia sia ad est, mica ad ovest!

Chiediamo spiegazioni. Risposta: “Embè? Questa è ‘a gradinata che guarda a ovest…”.

postato da: Hummel1989 alle ore 18:04 | link | commenti (1)
categorie: aneddoti
martedì, 17 gennaio 2006

Sviste parte prima
(Aneddoti BB: seconda puntata)
 
1. Terza età
Trasferta a Fregene, campionato 1993/94. Scendiamo dal treno a Maccarese e insceniamo un piccolo corteo verso la fermata dell’Atac. Partiamo con il coro: “Vecchia, Vecchia”. Da una finestra si affaccia una vecchietta e ci saluta.
 
2. Mezzi... mentali
Partita del Civitavecchia in casa, arrivano in treno i tifosi del Xxxxxx. Fine partita, alcuni ragazzi vanno in stazione a fare ronde, li ferma una macchina bianca e blu (…): chiedono i documenti e il perché fossero lì. A uno salta in mente che tra i fermati c’è un ragazzo residente a Roma e dice: “Siamo qui perché lui deve prendere il treno per Roma”. Ma questo lo interrompe e dice ad alta voce. “Boni. Boni, regà. Io devo annà cor purman, già v’avevo detto…”.
P. S. (è proprio il caso di dirlo…): dopo l’inevitabile pessimo epilogo di questo “esilarante” dialogo, alla domanda “Nun te sapevi sta zitto?” il fenomeno in questione si è giustificato così. “E che ne so, se quelli me chiedevano er bijetto io nun ce l’avevo…”.
MORALE (rivolta a tutti gli ultras, a qualsiasi latitudine): alla larga dagli stupidi. Meglio tre intelligenti da soli che tre intelligenti e uno stupido.
 
3. Oggetto misterioso
Una delle partite in casa del campionato 1994/95. La Vecchia vola, si sogna davvero la serie C. I Bad Boys preparano uno striscione: “Chi osa vince”. Uno dei Forever Ultras si gira e ci dice: “A regà, ma chi è sto Chiosa?”.

 

postato da: Hummel1989 alle ore 16:43 | link | commenti
categorie: aneddoti
mercoledì, 11 gennaio 2006

English Lesson # 1: De pen is on de teibol

(Aneddoti BB: prima puntata)

L’abbiamo promesso, manteniamo la promessa. Oggi pubblichiamo la prima tranche di aneddoti, fatti (purtroppo…) realmente accaduti nella nostra storia. Cominciamo con una… interrogazione d’inglese alla nostra storia. Se volete, potete mettere il voto nei commenti.

 Ragazzi letto

1. Trasferta a Cerveteri, 1990/91. Uno di noi si offre di fare uno striscione. Gli viene detto: scrivici il nome del gruppo. Arriviamo allo stadio, apriamo lo striscione. C’era  scritto: “Bed Boys”.

 

The group

2. Trasferta a Viterbo, 1991/92. Sono (tanto per cambiare) tempi di repressione. Gli striscioni vengono accuratamente controllati all’entrata per eliminare messaggi violenti. Un tizio vestito di rosso e nero (…) aggrotta le ciglia quando legge “Bad Boys”. “Cosa significa?”, chiede imperioso. “Ehhhh… è il gruppo…” risponde uno di noi temendo il sequestro. “Ah! Significa ‘Il gruppo’. Bene, bene: questo può entrare!”.

 

Teppisti foglio

3. Estate 1990. Civitavecchia è invasa da tifosi diretti in Sardegna per i mondiali. Per strada bivaccano inglesi, olandesi, irlandesi. Ci avviciniamo a questi ultimi. Uno di noi ha preparato una 'sorpresa' per fraternizzare con loro. Tira fuori dalla tasca un pezzo di cotone strappato da una maglietta e tagliato a forma di sciarpa. Sopra c’era scritto col pennarello: “Hooligans sheet”.

postato da: Hummel1989 alle ore 11:42 | link | commenti (7)
categorie: aneddoti