by Mr.Webmaster
lunedì, 18 maggio 2009

ArriveDerci...
 
Dalle prime notizie che arrivano da Roma, il Civitavecchia resta retrocesso. Tra le varie punizioni inflitte alla Lupa Frascati, non c’è infatti alcuna penalizzazione, bensì sei mesi di squalifica al campo e sei giocatori sanzionati con mesi o anni di squalifica. Le decisioni sono state assunte dal Giudice Sportivo di Primo Grado e potrebbero anche cambiare in un secondo grado di giudizio, ma ormai assai difficilmente si arriverà alla retrocessione d'ufficio.
postato da: Hummel1989 alle ore 18:44 | link | commenti (87)
categorie: notizie

Un abbraccio fraterno dai BB e dalla Gradinata a D. M. Ora hai una stella in più a cui guardare.
postato da: Hummel1989 alle ore 15:12 | link | commenti (5)
categorie: 7 giorni su 7

Sul campo è Eccellenza
 
Intanto siamo retrocessi. Poi vedremo se Frascati farà in modo di levarci il posto in Eccellenza. Il verdetto del campo intanto è quello, aspettando che si chiarisca quale sarà l’inevitabile sanzione contro la società dei Castelli per il pestaggio avvenuto ai danni dell’arbitro.
A Monterotondo è arrivata la vittoria che era necessaria, ma che da sola non sarebbe bastata a far accedere i nerazzurri al “sogno” play out. La partita del “Cecconi” è stata decisa da Fabio Adornato, uno di quelli che non retrocede, pur nel dramma di una stagione comunque fallimentare. Risultato difeso però in maniera determinante anche dall’ennesima prodezza di Baroncini, che ha neutralizzato un rigore a metà primo tempo.
Fin qui il racconto del campo. Per quanto riguarda in gradoni, la trasferta è stata vissuta intensamente da chi l’ha effettuata in pullman. Bus come spesso capita non pieno: si parte a mezzogiorno e mezzo e ci si concede una sola breve sosta, così l’arrivo a Monterotondo è in buon orario. Scendiamo nel piazzale, dove c’è già Vecchia Mania, e troviamo qualcosa che potrebbe somigliare a un comitato d’accoglienza, ma nei fatti invece si tratta di una specie di presepe. Ammiriamo le statuine per dieci minuti, poi non resta che accontentarci di aver chiarito, senza dover nemmeno muovere foglia, chi è il padrone. E dire che in giro troviamo pure manifestini “Per mandarli in Eccellenza obbligatoria la presenza”. Che vogliamo farci? Arrivano gli ultras, il paese è in festa…
Ci dirigiamo in corteo al settore ospiti, che troviamo chiuso. L’attesa si protrae fin troppo e il nervosismo sale, ma alla fine le porte si aprono e il settore si riempie di un centinaio abbondante di sostenitori. Dall’altra parte (lo stadio “Cecconi” è forse l’unico in Italia ad avere la tribuna locale più piccola di quella ospiti) c’è lo striscione “Ultras Monte” (ultras?), con una pezza arancio-nera di una non meglio identificabile Brigata, sopra di essi si accendono torce, fumogeni e si espone un bandierone. Da parte nostra mani alzate, voglia di cantare e qualche bandiera al vento per i circa cinquanta in piedi, sotto un sole a piombo. Inevitabili le beccate, con i tifosi del Monterotondo che dopo aver fatto finta di non sentire i cori contro al “Fattori” si sono trasformati in nostri acerrimi nemici. Tanto che, quando nel secondo tempo i risultati degli altri campi condannano il Civitavecchia, espongono striscioni contro (“Da settembre domenica pomeriggio libera”) e intonano cori di scherno. Non che ce ne freghi molto, anzi la goliardia ci spinge a coretti di preparazione in vista dell’Eccellenza, inframmezzati dalla sacrosanta contestazione nei confronti della dirigenza.
A fine partita la squadra viene comunque a salutarci ed è comunque salutata con un applauso, in campo c’è chi piange e noi cerchiamo di consolarlo.
Finita la partita ci rechiamo al bar, cerchiamo di sembrare meno cattivi possibile comprando dei ghiaccioli, ma dallo stadio non esce nessuno. “Ultras”…
Il viaggio di ritorno è assai tranquillo ed anzi c’è molta goliardia nei cori che bersagliano in particolare un veterano, mentre nei discorsi ci si confronta sulla nullità della dirigenza e sui tanti errori commessi in questa stagione. Poi arriva la telefonata dal pullman della squadra, che ci dice dei fatti di Frascati e delle speranze che si riaccendono. Sarà…
postato da: Hummel1989 alle ore 13:19 | link | commenti
categorie: notizie, risultati, la partita in gradinata
martedì, 12 maggio 2009

Novantesimo minato

 Civitavecchia-Viterbese 2-2

Niente da fare. Il sogno è sfumato all’ultimo minuto. Ad una giornata dal termine del campionato, le speranze di riagganciare la soglia play out sono ridotte al lumicino a causa del fin troppo vistoso calo sofferto nella ripresa, segno che forse bisognava pensarci prima di mandar via dieci giocatori nel corso della stagione. Vincere a Monterotondo e gufare affinché almeno una tra Guidonia (che ospita il gaeta) e Ferentino (che va a Calangianus) non vinca. Neanche il fatto di essere undici contro nove è insomma bastato ai nerazzurri per mettere insieme i trepunti che avrebbero cambiato radicalmente la classifica, neanche l’ingresso di tifosi viterbesi dall’ultima (e prima…) volta che si erano visti a Civitavecchia è bastato per far registrare alle statistiche il ritorno al successo della Vecchia nel derby dell’Alto Lazio.

La gente ce l’ha messa tutta. Con una squadra reduce da due sconfitte sonore, ha comunque risposto all’appello. La gradinata si presentava non piena, così come del resto la tribuna, ma la partecipazione degli oltre mille spettatori è stata adeguata. Dalla mattina la zona dello stadio era popolata , anche se un po’ troppo. La partita del San Gordiano era finita da poco sul sintetico del “Fattori”, quando da fuori ci si accorgeva che qualcuno era già dentro al settore ospiti: a dispetto di voci e proclami, la transumanza per la cronaca è riuscita a 44 gatti. E l’asfissiante servizio d’ordine non ha lasciato proprio niente al caso. Ritardatissima l’apertura dei cancelli, avvenuta a circa venticinque minuti dal fischio d’inizio, con ulteriori minuti da spendere al filtraggio. Da segnalare davanti alla gradinata, la nuova recinzione che ostruisce un po’ la visuale ad altezza transenna nella parte iniziale del settore. Gli striscioni venivano comunque presto posizionati: su quello BB viene appesa la pezza dei Boys Rieti, benvenuti a trovarci. Le ugole già scaldate al cancello cominciavano a farsi sentire e le bandiere a levarsi al cielo. All’ingresso in campo, per noi solo lo striscione “Con rabbia e con amore”, mentre nel vicino settore ospiti si sono accese cinque o sei torce. Ovvio il ricorso al repertorio più ampio per incitare la squadra, per salutare chi non c’è più o chi fa la muffa dietro le sbarre mentre gli assassini sono liberi e si lamentano per l’asma e lo stress, ma anche per ribadire che certi ospiti sono sgraditi e non solo per campanilismo. I gol gasavano l’ambiente che però soffriva la concitazione delle esultanze e il gran caldo. All’intervallo venivano spediti più rifornitori al bar a prendere abbondanti scorte d’acqua. Ad inizio ripresa i ragazzi di Rieti sia Boys che Warriors esponevano “Rieti saluta Civitavecchia” rivolto verso la gradinata, che li ricambiava.

La partita dopo il 2-1 cominciava a farsi troppo tirata e abbiamo cercato nonostante tutto di sostenere la squadra coinvolgendo tutto il pubblico. A un paio di cori partecipava l’intero “Fattori” e la cosa era da brividi, cercavamo anche di confezionare l’amuleto con il coro del Boca, ma il destino è rimasto sordo. Da segnalare al 2-2 l’infantile comportamento di Ambrosi (“miglior” simbolo la Viterbese non poteva avere) e di alcuni altri giocatori, mentre ai nostri non restava che riflettere sugli errori commessi e cominciare a pensare che a Monterotondo non si potranno commettere.

Fossero stati fuori dallo stadio, per i tre quarti d’ora susseguenti al fischio finale, avrebbero potuto forse imparare cos’è una marcatura stretta…

postato da: Hummel1989 alle ore 00:33 | link | commenti (20)
categorie: notizie, risultati, la partita in gradinata
lunedì, 04 maggio 2009

Di 3-0 in 3-0


Uno scontro diretto, la “partita della vita” persa per 3-0 la dice lunga, fin troppo. Non c’è più niente da inventarsi: la Vecchia ne ha subite troppe in questa stagione per avere una voce in capitolo nella lotta per non retrocedere. Decine di giocatori tagliati o messi fuori rosa, tra cui più della metà di quei sei o sette che dovevano essere “rinforzi”, si fanno sentire troppo su una squadra che era già a forte rischio retrocessione così com’era ad inizio stagione. Domenica era la partita della vita: vincendola, si sarebbe stati ad un ottimo punto. Pareggiandola, si sarebbe sopravvissuti. Si è perso e la sensazione è che la frittata sia bella e servita. Vediamo se qualcuno ha la forza di smentirci.

Per quanto riguarda la gradinata, solito cartellino timbrato con regolarità anche in Ciociaria, nonostante l’impossibilità di reperire un pullman abbia fortemente condizionato la presenza numerica. Via allora con le auto a mezzogiorno alla volta di Morolo, un paese che col nome Civitavecchia non abbiamo mai affrontato e che quindi noi BB (e neanche i Cv1920) non conosciamo, il viaggio non è lunghissimo anche se il satellitare ci conduce per strade sterrate e si termina la sgambata contro un muretto anziché con un parcheggio ortodosso: già visto… Striscioni dei gruppi al loro posto al “Marocco” di Morolo, dove da dentro un furgone (che funge da biglietteria: ecco chi resta in D al posto nostro…) ci chiedono 10 euri per entrare. Ridiamo in faccia a chi ha questo coraggio e lo portiamo a più miti tariffe. Cominciamo a cantare in un settore ospiti pieno (nonostante noi assidui della gradinata fossimo ridotti ad una dozzina) e neanche il tempo di accorgersi della presenza di un minimo di tifo organizzato locale che siamo già sotto di un gol. La reazione della squadra tarda ad arrivare, anzi non c’è proprio e l’imprecisione degli attaccanti ospiti ci risparmia il raddoppio. Ad inizio secondo tempo la Vecchia ha una scossa, complice forse il rispolvero della “macumba”, va anche in gol con Joung ma l’arbitro annulla, scatenando proteste del settore ospiti e qualche cinemata alla rete. Gimelli finisce presto sotto la doccia per doppia ammonizione, arriva il raddoppio su rigore, Bevilacqua si fa prendere le mani (anzi il piede) dal nervosismo e rifila un calcio ad un dispettoso difensore locale e questo basta per sapere che non c’è più niente da fare. Intendiamoci, i cori continuano e lasciano spazio ad un po’ di amarezza e tanto sarcasmo nei confronti di una società colpevole. C’è spazio per il terzo gol e per una risposta a tono agli ultras della domenica al paesetto, che capiscono l’antifona e tornano ad ignorarci immediatamente. Al momento di andarsene c’è pure qualche “parente” che ritiene ingeneroso chiamare ironicamente “fenomeni” i protagonisti dell’ennesimo 3-0 stagionale (mai a favore, intendiamoci) e altre tensioni riguardano l’infaticabile (ma de che?) diesse Nicolucci. Aspettiamo comunque la squadra fuori dal loro pullman per sentire se hanno da dirci qualcosa: si ferma solo capitan Gagliardini, che all’inizio parla di “approccio sbagliato” e poi ammette la pochezza di mezzi della squadra.

Ripartiamo sconsolati e alle 19.20 varchiamo il Marangone.

postato da: Hummel1989 alle ore 23:47 | link | commenti (5)
categorie: notizie, risultati, la partita in gradinata