Sul campo è Eccellenza
Intanto siamo retrocessi. Poi vedremo se Frascati farà in modo di levarci il posto in Eccellenza. Il verdetto del campo intanto è quello, aspettando che si chiarisca quale sarà l’inevitabile sanzione contro la società dei Castelli per il pestaggio avvenuto ai danni dell’arbitro.
A Monterotondo è arrivata la vittoria che era necessaria, ma che da sola non sarebbe bastata a far accedere i nerazzurri al “sogno” play out. La partita del “Cecconi” è stata decisa da Fabio Adornato, uno di quelli che non retrocede, pur nel dramma di una stagione comunque fallimentare. Risultato difeso però in maniera determinante anche dall’ennesima prodezza di Baroncini, che ha neutralizzato un rigore a metà primo tempo.
Fin qui il racconto del campo. Per quanto riguarda in gradoni, la trasferta è stata vissuta intensamente da chi l’ha effettuata in pullman. Bus come spesso capita non pieno: si parte a mezzogiorno e mezzo e ci si concede una sola breve sosta, così l’arrivo a Monterotondo è in buon orario. Scendiamo nel piazzale, dove c’è già Vecchia Mania, e troviamo qualcosa che potrebbe somigliare a un comitato d’accoglienza, ma nei fatti invece si tratta di una specie di presepe. Ammiriamo le statuine per dieci minuti, poi non resta che accontentarci di aver chiarito, senza dover nemmeno muovere foglia, chi è il padrone. E dire che in giro troviamo pure manifestini “Per mandarli in Eccellenza obbligatoria la presenza”. Che vogliamo farci? Arrivano gli ultras, il paese è in festa…
Ci dirigiamo in corteo al settore ospiti, che troviamo chiuso. L’attesa si protrae fin troppo e il nervosismo sale, ma alla fine le porte si aprono e il settore si riempie di un centinaio abbondante di sostenitori. Dall’altra parte (lo stadio “Cecconi” è forse l’unico in Italia ad avere la tribuna locale più piccola di quella ospiti) c’è lo striscione “Ultras Monte” (ultras?), con una pezza arancio-nera di una non meglio identificabile Brigata, sopra di essi si accendono torce, fumogeni e si espone un bandierone. Da parte nostra mani alzate, voglia di cantare e qualche bandiera al vento per i circa cinquanta in piedi, sotto un sole a piombo. Inevitabili le beccate, con i tifosi del Monterotondo che dopo aver fatto finta di non sentire i cori contro al “Fattori” si sono trasformati in nostri acerrimi nemici. Tanto che, quando nel secondo tempo i risultati degli altri campi condannano il Civitavecchia, espongono striscioni contro (“Da settembre domenica pomeriggio libera”) e intonano cori di scherno. Non che ce ne freghi molto, anzi la goliardia ci spinge a coretti di preparazione in vista dell’Eccellenza, inframmezzati dalla sacrosanta contestazione nei confronti della dirigenza.
A fine partita la squadra viene comunque a salutarci ed è comunque salutata con un applauso, in campo c’è chi piange e noi cerchiamo di consolarlo.
Finita la partita ci rechiamo al bar, cerchiamo di sembrare meno cattivi possibile comprando dei ghiaccioli, ma dallo stadio non esce nessuno. “Ultras”…
Il viaggio di ritorno è assai tranquillo ed anzi c’è molta goliardia nei cori che bersagliano in particolare un veterano, mentre nei discorsi ci si confronta sulla nullità della dirigenza e sui tanti errori commessi in questa stagione. Poi arriva la telefonata dal pullman della squadra, che ci dice dei fatti di Frascati e delle speranze che si riaccendono. Sarà…