Si spegne la luce: arriva Luci

A Civitavecchia-Fiumicino eravamo stati chiari. Così almeno ci sembrava. Invece il primo “acquisto” del Civitavecchia Calcio pare dover essere Bruno Luci. Insomma, perdiamo Roberto Di Paolo, un vincente nato, per “accaparrarci” un sedicente “professionista” che ha già abbandonato i colori nerazzurri due anni fa per il Santa Marinella, da dove nei giorni scorsi è stato messo alla porta in virtù dei brillanti risultati ottenuti: una squadra costata abbastanza, che doveva essere l’outsider del campionato e che invece è retrocessa in Promozione, con una implosione carica di veleni, con l’allenatore Ferretti che ha sparato a zero su tutti. Insomma, l’uomo giusto al posto giusto, si intende qualora si voglia distruggere un ambiente: perché il “direttore generale”, il “manager” di una società serve proprio a fare da ponte tra la presidenza e la dirigenza da una parte e la squadra e il tecnico dall’altra. Davvero dei bei risultati, quelli di Bruno Luci. Perché avrebbe potuto anche retrocedere, il Santa Marinella, ma con classe. Invece no, è affogata nei veleni.
Quindi il Civitavecchia che ha vinto lo stesso campionato che il Santa Marinella ha così clamorosamente perso, va a caparsi nel mazzo questo genio del calcio locale, già messo alla porta in mezzo a mille veleni (anche lì) quando era alla Civitavecchiese, per poi passare un anno in Terza Categoria e abbandonare Tersigni in mezzo al guado in Seconda Categoria (dove abbiamo potuto testare direttamente la sua “professionalità”, che nel vocabolario di questo manager rampante significa, evidentemente, abbandonare la nave e stracciare gli impegni sottoscritti, fosse stato con una firma o una stretta di mano non ha importanza, appena la convenienza lo consiglia. Capiamoci, però. Non abbiamo alcuna intenzione di dare a Luci la colpa di questa situazione. Il sorcio che abbandona la nave ha una naturale predilezione a cercar posto nel porto che aveva lasciato. Se il sorcio posto lo trova, la colpa è del gatto che non se lo pappa al primo tentativo, cioè di Tersigni. L’uomo abbandonato da Luci nel momento del bisogno (noi la Seconda Categoria ce la ricordiamo, e bene), l’uomo che ha rischiato di veder fallire l’operazione Civitavecchia 1920 della scorsa estate perché Luci consigliava ad Ivano Fronti di fare la fusione tra Civitavecchiese e Santa Marinella.
Invece eccolo, Luci, bussare alla porta del “Fattori”. E c’è da giurare che, come accade in qualunque posto quando entra un sorcio, tutti scapperanno. Noi siamo gli unici che non possiamo farlo. Attaccati al Civitavecchia come rampatelle ad uno scoglio, saremo lì comunque, su quella Gradinata. Di scempi sulla pelle della Vecchia ne abbiamo visti tanti, se davvero si realizzerà quello del ritorno di Luci sarà uno dei più clamorosi. Certamente non staremo in silenzio, però. Inchioderemo ciascuno alle proprie responsabilità, ancor più di quanto abbiamo fatto finora. Tanto per essere chiari: Umberto, nel momento stesso in cui presenti Luci puoi considerarci in contestazione.