Revival da Seconda: comunque tre punti
Un’altra giornata è andata, il distacco dalla seconda resta abissale e soprattutto la nuova vittoria arriva sulle note del coro del Boca, che torna dopo qualche domenica l’amuleto del football civitavecchiese lanciato alla riconquista della serie D. Marta è stata espugnata dai ragazzi di Caputo non giocando una partita sopraffina, ma sapendo capitalizzare al massimo 90 minuti passati su un terreno assai difficile e a discapito di una squadra che, come accade praticamente sempre quando arriva il Civitavecchia con il suo contingente al seguito, ha dato tutto pur di fare risultato. I ragazzi comunque hanno saputo adattarsi alla partita, le fasce sono state il basamento sul quale costruire i tre punti domenicali e le prove di Lancioni e Poggi, rilanciati dal mister dopo qualche domenica di assenza, sono state positive.
Per quanto riguarda la partita sugli spalti, Marta è stata una trasferta inedita, a memoria d’uomo, per i colori nerazzurri. Speriamo ora di non doverci tornare più, non per l’amenità dei luoghi ma perché, diciamocelo francamente, ieri abbiamo respirato la stessa aria dell’anno scorso, quando calcavamo improbabili campi della Seconda Categoria. La partenza non è proprio da orologio svizzero (mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa) ma si arriva a Marta in orario decente, dopo una sosta a Tarquinia per caricare una delle colonne del contingente e a Tuscania per compattare parte del corteo di auto. La spianata dove sorge l’impianto sportivo è terra rubata ai campi di patate: gli spalti davvero angusti vengono quasi riempiti dalla trentina abbondante di ultras presenti, il resto spetta comunque a tifosi di Civitavecchia. Il pubblico locale si raccoglie su un poggetto dall’altra parte del campo attorno a un falò, alimentato con blitz continui dalla boscaglia circostante. Impossibile quantificare comunque le presenze totali, perché gran parte dei presenti (fdo comprese) assiste alla partita dall’interno degli abitacoli delle loro vetture, tutte parcheggiate intorno alla recinzione. D’altronde il campo è battuto da una tramontana micidiale e la temperatura è di poco superiore allo zero.
Il tifo è buono anche se troppo spesso le mani restano in tasca, il fatto di essere strettissimi facilita le intenzioni di chi vuole pogare e l’effetto è buono. Sciarpata riuscita, anche se a primo tempo ormai finito, e anche nel secondo le nuove sciarpe targate Gpc, insieme a qualche “salutare” torcia aiutano a fomentare il settore. Il tempo di intonare il coro del Boca, ed ecco arrivare il rigore che vale i tre punti proprio quando in molti avevano smesso di crederci. Solito saluto della squadra e ripartenza, dopo una foto ricordo un po’ “glamorous” davanti ad un camion bruciato nel parcheggio dello “stadio”. C’è chi va via subito e chi, invidiato, resta a pranzo in un ristorante sul lago.