Gol e goliardia

Ci corre l’obbligo di dire la verità, come sempre del resto. Questa mattina eravamo partiti da Civitavecchia con la certezza di tornarsene a casa con l’ennesima sconfitta sul groppone. Troppe volte quest’anno abbiamo visto sfilare la via del Mare davanti ai nostri occhi, sulla strada del ritorno, con l’amarezza della sconfitta in bocca: Casal Bernocchi, Dragona, Centro Giano. Ostiantica, luogo del “Saline” e fortino della terza forza del girone, peraltro in forma smagliante, sembrava la più indicata per proseguire quell’elenco.
Invece ce ne siamo andati con le parole di Patrizio Petronilli nelle orecchie: “Ragazzi, noi non siamo morti”. E’ vero. Che questo alimenti i rimpianti è un altro paio di maniche, siccome viviamo alla giornata (aspettando le telenovele che il palinsesto estivo del calcio civitavecchiese saprà offrirci anche quest’anno) ci accontentiamo e tiriamo un sospiro di sollievo. Il Civitavecchia ha vinto, seconda domenica consecutiva che avviene, aspetteremo i risultati per accorgerci che in classifica siamo sempre là, e resteremo per la forte Ostiantica Saline una bestia nera, avendo ripetuto in trasferta l’exploit della prima giornata di campionato, anche nel risultato: 2-1. Gol, per la cronaca entrambi di fattura pregevole, di Tranzillo; su punizione il primo, su tiro dalla distanza il secondo. Ci sarebbe stata la possibilità di arrotondare approfittando dei contropiede della ripresa, abbiamo invece preso gol, Patrizio Scognamiglio ne ha evitati altri e abbiamo insomma faticato a mantenere un risultato che alla fine abbiamo portato a casa.
E ora sotto con la cronaca ultrà della giornata. Il grosso del contingente nerazzurro parte in treno secondo il cliché già adottato per le trasferte di Casal Bernocchi e Centro Giano, anche se la “9.04 firm” è stata subito smentita dal cambio degli orari invernali: ora il treno si chiama 9.02. Il viaggio corre via tranquillo e c’è modo di ridere riflettendo sul fatto che spesso la fauna abituale dei treni è talmente abbrutita dalla vita da pendolare da arrischiarsi addirittura di fregare il posto a sedere ad un pericoloso ultrà! Questa volta, tuttavia, la voglia di vivacizzare pirotecnicamente la mattinata al campo ha la meglio sul desiderio di “Attentato!”, che comunque serpeggerà sulle gradinate qua e là, durante i numerosi decolli del vicino aeroporto.
Giunti al campo i ragazzi del treno si uniscono a quelli delle macchine (tra cui i soliti impagabili esponenti di Brigata Faro e Cv Ultras), ci sono le sezioni Castelli Romani e Tarquinia ma neanche questa volta si arriva a dieci… La voglia di cantare e contestare però c’è e, appunto, si canta e si contesta con buona alternanza. In campo la vecchia pare rivitalizzata, i ragazzi tengono botta e passano una volta, poi la seconda. Non nascondiamo di essere increduli ma facciamo il nostro. L’intervallo ci riserva una fortunata spedizione al bar del campo da parte di due ragazzi che esauriscono le scorte dell’introvabile elisir nero, al secolo caffè Borghetti. Una svolta incredibile. Viviamo il secondo tempo divisi tra il cuore che sospira per la vittoria e il distacco che le tante delusioni di questi mesi consigliano, ma soprattutto goliardando senza posa, dai cori “Bella città d’incanto” alle macumbe del caso. Ringraziamo la squadra che ci ringrazia e ci salutiamo. Anche il ritorno corre via tra risate indicibili, con il veterano del gruppo che prima abbozza una lap dance al palo del vagine del trenino Roma-Lido e poi dà vita ad altri siparietti esilaranti, voluti o meno che siano.
Per gli striscioni esposti, per il “settore”, per i fumogeni usati e quant’altro rimandiamo a quanto possono raccontare (sempre poco) le foto. Il bello, diciamocelo, per noi è uno: che in trasferta ci si diverte davvero e sempre. Un motivo in più per esserci, rifiutando le lusinghe di quel cuscino che invece continua ancora ad abbindolare troppi di noi.