I "furbetti dei quartierini" all'assalto del Fattori
Non ci siamo. E non ci stiamo. Proprio no. La sopportazione è infatti uno dei grandi pregi di cui la tifoseria del Civitavecchia ha dato abbondante e inopinata dimostrazione negli ultimi dieci anni. Ma veder ventilato lo sfratto dal “Fattori” no. Non era mai successo e non dovrà mai succedere.
Quando qualche mese fa abbiamo indicato i famosi tre punti (nome Civitavecchia, stadio “Fattori”, colori nerazzurri) siamo stati presi per matti. Il nome, certo, era il vero problema. Ma i colori? E soprattutto: lo stadio? E’ normale che il Civitavecchia giochi allo stadio di Civitavecchia…
Oggi , 30 agosto 2006, sappiamo che in qualche mente malata della città si annida il “pensiero” che non è normale che il Civitavecchia giochi al “Fattori”. Lo scopriamo dal risultato della riunione di ieri tra le società coinvolte (quattro…) e l’assessore allo Sport Alessio Gatti e soprattutto dai resoconti di tale riunione che sono stati affidati alla stampa. Qualcuno parla di “richieste inaccettabili” e “soluzioni da fantascienza”. Siccome non ci va di parlare a vanvera, abbiamo chiesto come gruppo quali fossero le richieste inaccettabili che i gestori del Civitavecchia avevano avanzato e quali le soluzioni da fantascienza che avevano proposto. Risultato: allenarsi il mercoledì e il venerdì alle ore 18 e giocare la domenica mattina. Assurdo?
Se è assurdo, cominciamo subito col dire per filo e per segno tutto ciò che di assurdo c’è nel calcio civitavecchiese e nella vicenda Fattori. C’è di assurdo che squadre di quartiere si presentino con piglio autoritario al Fattori, pur avendo campi disponibili e praticamente di proprietà nei rispettivi quartieri. Quello è un impianto comunale e va data precedenza a chi un impianto non cel’ha, e peraltro porta pure il nome della città (solo quello…). C’è di assurdo che l’unica squadra che avanza “richieste inaccettabili” è quella che sta pagando a proprie spese la preparazione presso un altro impianto cittadino, il “Moretti-Dalla Marta”, mentre gli altri si fanno belli sul sintetico, vendendoselo anche come spazio per scuole calcio imminenti. C’è di assurdo che sempre questa squadra è quella che l’anno scorso ha pagato tutte le rate per l’utilizzo del “Fattori” al Comune: le altre lo hanno fatto?
C’è di assurdo infine che questo è il Civitavecchia. Solo questo. Gli altri no. Si possono mettere pure d’accordo tutti contro il Civitavecchia, come probabilmente stanno facendo, ma il Civitavecchia resta il Civitavecchia e gli altri restano “uesse ese”, “effeccì golle”, "san qualcosa" e via dicendo. Nessuno spirito di polemica. Però se tutti hanno un pubblico, noi abbiamo pure la tifoseria. Gente che ci crede, ci ha sempre creduto. Che va rispettata, perché crede in “Civitavecchia”. Sette giorni su sette. Gente che, scusate il gioco di parole, ha tutto il diritto di fare il proprio dovere: andare in gradinata (essendone la padrona, moralmente e nei fatti: chi è “il Comune”? Noi!) e sventolare i vessilli cittadini.
Ragazzi, la mobilitazione è chiamata. Ancora una volta, a difesa della propria città. E di nessun altro!