La chiamano guerra... parola d'ordine: distinguersi!
Ok, ragazzi. In città è ormai nata una ridicola contrapposizione tra gli ultras del Civitavecchia Calcio 1920 partecipante al campionato under 21 equivalente terza categoria e i tifosi della Civitavecchiese partecipante al campionato di Eccellenza regionale. In particolare, il sito www.civonline.it ha aperto sulla questione sia un forum che un sondaggio.
Qui trovate gli appositi link per esprimere la vostra opinione:
http://www.civonline.it/Forum/forum_aperti_4.asp?IDForum=55
http://www.civonline.it/TestSondaggi/sondaggio.asp?IDSondaggio=45
Già che ci sono, esprimo pure la mia attraverso questo spazio. Specifico anzi che si tratta di una opinione personale, giacché, come ribadito in settimana su questa pagina, il gruppo non si è ancora riunito per affrontare le tematiche su Civitavecchiese e dintorni e stabilire quindi una linea di pensiero unitaria dei Bad Boys. Personalmente, quando incontro gente come Savino, come Paolini, come Caputo o come lo stesso Macaluso sono contento, e non posso che essere contento per loro quando la Civitavecchiese vince. Così pure, quando si vede Giacomini, si pensa alla gradinata piena che ribollisce di passione e a momenti indimenticabili.
Però la Vecchia non può essere la Civitavecchiese: perché quel nerazzurro è fittizio, inventato. Perché non gioca al "Fattori", che anzi è stato una maledizione per questa squadra. Perché noi abbiamo sempre al nostro fianco una voce della coscienza, che si chiama coerenza, e che ci dice che non sarebbe giusto dimenticare il Civitavecchia, andare a tifare la Gedila e far finta di nulla.
Per quanto riguarda invece il capitolo "tifosi", di tifosi si tratta, appunto, e non di ultras. La cosa dovrebbe riguardarci quindi fino a un certo punto. Delle numerose prese di posizione attribuite ai Bad Boys, al gruppo vanno ascritte soltanto quelle di questa settimana: saputo che al campo Gedila si inneggia alla Vecchia, abbiamo chiesto, onde evitare di far confusione, di trovare un altro nomignolo da attribuire a quella squadra. Tutto qua. Lo abbiamo fatto perché se un domani l'allegra brigata di tifosi raccolti attorno a Giacomini andrà a seguire l'ex Gedila ad Anzio, a Nettuno o in culo al mondo, è giusto che si sappia che loro non hanno niente a che fare con i Bad Boys. Quindi se prendono uno schiaffo loro non lo prendono i Bad Boys, se perdono uno striscione loro non lo perdono i Bad Boys, se loro mandano affanculo qualcuno non lo hanno fatto i Bad Boys, né se fanno uno dei loro proverbiali "gemellaggi" i Bad Boys asseconderanno tali gemellaggi e così via. Le figuracce prodotte in passato da una mentalità da club che si nascondeva dietro striscioni pseudo-ultras (e si tratta degli episodi con i civitanovesi, i sambenedettesi, i ceccanesi, i marsalesi, tanto per fare alcuni nomi) non si possono ripetere, quanto meno non a nostro danno.
Sappiamo però quanto sia fluida la situazione. Un domani insomma potremmo vederci la "Giacomini band" mettersi in fila indiana e raggiungere la gradinata per sostenere la nostra stessa squadra, con estrema nonchalance. Se ciò accadrà, distinzione dovrà però rimanere tra noi e loro. Loro sono un club, questa è la verità. E il fatto che portino trombe e sirene e megafoni non sarebbe visto di buon occhio, perché sono strumenti che impediscono a noi di essere ultras e di esprimerci come tali. In tal senso, una cosa è sicura: dobbiamo onorare questo campionato fino in fondo, tifando dalla gradinata come lo faremmo se fossimo in Eccellenza, in C2 o in Champions League ("per fare il culo al Real Madrid...").
Anche in questa ridicola "guerra" bisogna trovare il lato buono della cosa, e il lato buono dev'essere che tra noi e loro non deve esserci contrapposizione, ma semplicemente distinzione. Laddove ci si distingue con le azioni e non con le parole. E allora distinguiamoci ragazzi, ora e sempre, da ciò che non è assimilabile a noi. Magari anche trattando con distacco questo argomento, perché probabilmente non è il caso di dedicare troppa attenzione a chi non è come noi e non lo è mai stato.