by Mr.Webmaster
martedì, 31 gennaio 2006

Le relazioni pericolose... e non (seconda parte)

CAMPOBASSO: Li incrociamo una volta, noi disertiamo la trasferta, loro vengono in ottimo numero. Scambio di insulti reciproci che noi BB non approviamo troppo ma al quale alla fine “dobbiamo” partecipare.  Bel gruppo, non c'è dubbio.

CASALOTTI: mostrano uno striscione “club primo amore” nel lontano ’90. Inconsiderabili.
CASSINO: andiamo là per l’incontro di andata della semifinale di Coppa Italia regionale d’Eccellenza. Piove un sasso, non si sa da dove, mentre scendiamo dal pullman. Indifferenza durante la partita.
CASTELNUOVO G.: Andiamo là nel , sventolano una bandiera della Lega, ma davvero pochissima cosa.
CECCANO: Primo incrocio nel ’93 al Flaminio, finale di Coppa Italia regionale. Si beccano gli insulti dei Forever Ultras, appostati alla vetrata (noi siamo in mezzo al settore, i Fedayn defilati verso la Nord). Alla fine della partita gli stessi Forever Ultras chiamano “Ceccano, Ceccano” e quelli rispondono “Vecchia, Vecchia”. In campionato l’anno dopo noi andiamo là in pochi in un clima di reciproco rispetto, quando loro vengono si ribeccano insulti dai Forever Ultras, solo perché il risultato non si sbloccava! Noi BB a quel punto per tutta risposta lanciamo il coro “Ceccano, Ceccano”. Alla luce di questo, rapporti indecifrabili.
CERVETERI: Spauriti nel ’90 a Cerveteri, vengono in gruppo al ritorno perché sono primi (tiepidi insulti reciproci). Li becchiamo mentre ci spiano durante Civitavecchia-Forlì e li costringiamo a cantare, uno degli episodi più esilaranti della nostra storia. Scriveranno che sono nostri amici. Non li consideriamo né tali, né nemici. Un po’ di simpatia per le disavventure patite.
postato da: Hummel1989 alle ore 10:33 | link | commenti
categorie: amici e nemici
domenica, 29 gennaio 2006

Under 21, vittoria a Campagnano

Primo squillo lontano dalle mura amiche del “Fattori” per il Civitavecchia nel campionato under 21 provinciale, equivalente terza categoria. A Campagnano, i nerazzurri sabato si sono imposti con un risultato all’inglese sciorinando, finalmente anche in trasferta, bel gioco e verve ed anche una invidiabile stabilità difensiva. Il risultato è maturato nel primo tempo, quando prima L. Scognamiglio e poi Mosconi hanno portato l’uno-due decisivo agli avversari. Nella ripresa la reazione dei locali è stata amministrata e a tempo scaduto il portiere P. Scgnamiglio ha neutralizzato un penalty.
Con questo successo, alla ripresa dopo una lunga pausa festiva, i ragazzi di Lelio Petronilli si sono portati in testa alla classifica dei classificati: davanti hanno cioè solo squadre partecipanti fuori classifica al torneo. Sabato nuova trasferta, poi un altro turno sosta. Prossima al “Fattori” sabato 18 febbraio.
postato da: Hummel1989 alle ore 21:58 | link | commenti
categorie: risultati
martedì, 24 gennaio 2006

Le relazioni pericolose... e non (prima parte)
"E chi muore senza portare nella propria tomba almeno una pedata ricevuta in dono da un amico?" (W. Shakespeare) "Figuriamoci da un nemico..." (Anonimo Bad Boys)


Oggi cominciamo una nuova avventura, una rubrica che ci terrà compagnia a lungo, ingannando l'attesa di questo bislacco campionato di "under 21 provinciale equivalente terza categoria", che ci porta ovviamente poche notizie, e aspettando il prossimo, sperando che abbia un nome... più corto e più conosciuto.Per contribuire ancora a creare un legame tra il passato e il presente, e magari il futuro, vedremo in carrellata tutte le tifoserie incontrate nel nostro pluriennale cammino. Racconteremo fatti e curiosità, lo facciamo premettendo che ciò che leggerete è la verità raccontata dal nostro punto di vista. Chi ritiene potrà commentare, poiché però l'argomento è certamente "caldo", raccomandiamo di mantenere uno "stile ultras" nell'intervenire. Andiamo in ordine alfabetico, speriamo di non dimenticare nessuno...


ACILIA: Primi contatti nella stagione 89/90. Cori offensivi da parte loro, pronte risposte e finisce lì. L’anno successivo vengono a Civitavecchia (una decina) e entrano allo stadio molto presto continuando ad offendere. Prima della partita due BB entrano in campo, si recano sotto al loro settore e lanciano l’ultimatum. Ovviamente non raccolto: incidenti durante la partita, perdono striscione e bandiera. Al ritorno noi andiamo là in una decina, senza scorta né dentro né fuori lo stadio. Ci offendono ripetutamente, ci minacciano ma solo quando siamo già in auto fanno partire una sassaiola che danneggia una macchina. Scendiamo, qualcuno col cric in mano, e si danno la fuga. L’anno successivo all’andata andiamo là in 20 e bruciamo un altro loro striscione, fuori non si vedono. Al ritorno non vengono. Li becchiamo qualche mese dopo al palasport di Roma durante Messaggero-Milano, partita alla quale assistiamo in tre con un nostro striscione. Sono cinque ed evidentemente seguono anche il basket, li riconosciamo perché ci offendono loro ma si dileguano nel deflusso di fine partita. Li ribecchiamo alla metro e ci mettiamo nello stesso vagone, li offendiamo per tutto il viaggio da Eur a Ostiense, dove devono scendere, tra gli sguardi allibiti dei passeggeri. Passandoci vicino cercano di strapparci lo striscione (che portavamo a mano) ma vengono respinti e si danno alla fuga. Nell’ultimo incrocio in Promozione andiamo là in una macchinata ma messa bene, ma non troviamo nessuno. Sottraiamo, tanto per non perdere il vizio, una loro bandiera dal Kristall e pranziamo sul posto, allegrotti occupiamo la strada infamando Acilia, ma non si vede proprio nessuno. Evidentemente siamo la loro bestia nera…zzurra.
ALCAMO: Incontrati in finale di Coppa Italia d’Eccellenza nel ’94. Da loro di noi non va nessuno (costi aereo astronomici) se non semplici tifosi. Da noi vengono in treno in quattro, con la bandiera “Alcamo cori granni”. Noi mettiamo uno striscione ironico in siciliano ma non è un’offesa nei loro confronti, che sono solo da applaudire. Durante i caroselli per la vittoria della Coppa, andiamo anzi a trovarli in stazione per sentire se avevano bisogno di qualcosa per il lungo viaggio di ritorno.
ANAGNI: Vengono da noi nel ‘94/95, da loro andiamo in pochi. Indifferenza.

postato da: Hummel1989 alle ore 13:28 | link | commenti (5)
categorie: amici e nemici
sabato, 21 gennaio 2006

Il "bello" di una retrocessione: 1992/93
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano (Tucidide)

Altro giro, altra corsa. Nessuno si stupì più di tanto quando all’esordio del 1992/93 (al campo “Gedila”, per lavori al “Fattori”) contro il Montegranaro l’entusiasmo si era raffreddato tanto da portare i soli striscioni dei Bad Boys al debutto della Vecchia. Pensammo ad una contromossa (così era, almeno in parte, per i Fedayn) dopo l’ennesimo tumultuoso derby a Viterbo: per la coppa eravamo partiti con un pullman, scesi sotto la loro gradinata (a quei tempi gli allora Viking non si mettevano in curva) e avevamo seminato letteralmente il panico, assediando i gialloblù da fuori; violenti furono gli incidenti con le f d o e fummo rispediti a casa senza nemmeno vedere la partita. Erano i primi segnali negativi di una stagione tanto foriera di amarezze che decidemmo di portare una bandiera nipponica (kamikaze!) sempre con noi.

Compreso, dopo qualche giornata di campionato, che gli altri due gruppi si erano defilati, in particolare gli Indians Korps, realizzammo tre nuovi striscioni: quello Bad Boys nuovo (non particolarmente bello, più piccolo del precedente), il favoloso bandierone Cv e due sigle che decidemmo di adottare, Spqc e Ultras. Vide la luce anche Viking, nostro sottogruppo formato da ultrà juventini che quando non erano impegnati con la Signora la tradivano con la… Vecchia. Da soli non riusciremo, è evidente, a mantenere la tifoseria sui livelli dello scorso anno anche perché la squadra prende schiaffi come se piovesse: ma ci difendemmo bene. Riprendiamo comunque il racconto: nelle prime giornate vengono a “trovarci” gli Hw Foligno e i Boys Maceratese. Con i primi prevale indifferenza, nella partita coi secondi arriviamo allo stadio preparati: veniamo relegati per “motivi di ordine pubblico” ancora una volta in tribuna coperta, all’intervallo però facciamo il giro e ci piazziamo di fianco a loro, di cui ci era noto il gemellaggio coi viterbesi. Non risponderanno affatto, tuttavia, ai cori in quantità industriale che riserviamo ai nostri “cugini”. Anzi, al 90’, quando i loro giocatori vanno ad esultare sotto i loro tifosi, noi applaudiamo la squadra biancorossa per il bel gesto e per tutta risposta qualche maceratese viene a scambiare le sciarpe! Poi al ritorno…
Nonostante tutto, quell’anno si sono aggiunti al gruppo ragazzi poi diventati colonne portanti dei Bad Boys. Altro “avvicinamento”, piuttosto singolare, durante Civitavecchia-Forlì: volendo fomentare la gradinata, individuiamo nel secondo tempo quattro ragazzi che ci osservano. Li circondiamo e li costringiamo a fare il tifo: dopo un po’ confessano che sono ultras del Cerveteri, venuti a “spiarci” per la sosta della C2. Da “sezione aneddoti”! Finita lì, ovviamente…
Scontri in casa si registrano nel derby con la Viterbese, anche se loro vengono senza striscioni, seduti e in silenzio assoluto. Per caricarli ad ogni costo (che capoccioni…) ci becchiamo una controcarica fatta bene dalle f d o. Restando nell’ambito delle partite in casa, poco altro da segnalare, se non le contestazioni dopo Civitavecchia-V. Senigallia e altri tumulti in Civitavecchia-Bastia, questa volta con bersaglio l’arbitro Ayroldi, che ci costano la squalifica.
Così Civitavecchia-Chianciano diventa una trasferta, sul campo neutro di Gallese. Si fanno trovare sul posto un paio di Boys del Civita Castellana e ne nasce un’amicizia. Menzione per gli Indians toscani, presenti anche se in pochi: indifferenza tra noi e loro. C’è anche spazio per un’altra comoda puntata a Ladispoli mentre concentriamo le nostre forze (anche economiche) per poche trasferte, ma fatte bene: una di queste è Foligno (una dozzina in treno), caratterizzata da un lungo corteo e da qualche chiacchiera con i falchetti, inattivi quel giorno. L’altra è Macerata: la situazione è disperata, la pericolante Vecchia si presenta su un campo che sogna la C2, dal Tirreno partono due pullman (Bad Boys e Fedayn). Nonostante l’indifferenza dell’andata, i pistacoppi ci accolgono con sciarpe della Viterbese, insulti e quant’altro. Ne nascono incidenti e cariche: è ragionevole che i vecchi maceratesi si ricordino ancora oggi bene di noi. Infine, alla terz’ultima giornata, il derby a Viterbo (un pullman, noi e i Fedayn): noi spacciati, loro terzi in classifica e si fanno trovare finalmente organizzati. Le f d o vigilano in forze (scaramucce col loro pubblico di fianco al nostro settore), poi siamo oggetto di una sassaiola da lontano, completamente velleitaria; sulla superstrada, centrano invece con un sasso un vetro del pullman, poi scappano a gran velocità. Che dire? Forse se i viterbesi esistono a livello ultras lo debbono soprattutto alle nostre “sollecitazioni”…
Intanto il Civitavecchia retrocede in Eccellenza, altro che spranghe in serie C... Ma è un verdetto che non macchia un’annata vissuta dignitosamente dai Bad Boys.
postato da: Hummel1989 alle ore 15:00 | link | commenti (2)
categorie: storia
martedì, 17 gennaio 2006

Sviste parte prima
(Aneddoti BB: seconda puntata)
 
1. Terza età
Trasferta a Fregene, campionato 1993/94. Scendiamo dal treno a Maccarese e insceniamo un piccolo corteo verso la fermata dell’Atac. Partiamo con il coro: “Vecchia, Vecchia”. Da una finestra si affaccia una vecchietta e ci saluta.
 
2. Mezzi... mentali
Partita del Civitavecchia in casa, arrivano in treno i tifosi del Xxxxxx. Fine partita, alcuni ragazzi vanno in stazione a fare ronde, li ferma una macchina bianca e blu (…): chiedono i documenti e il perché fossero lì. A uno salta in mente che tra i fermati c’è un ragazzo residente a Roma e dice: “Siamo qui perché lui deve prendere il treno per Roma”. Ma questo lo interrompe e dice ad alta voce. “Boni. Boni, regà. Io devo annà cor purman, già v’avevo detto…”.
P. S. (è proprio il caso di dirlo…): dopo l’inevitabile pessimo epilogo di questo “esilarante” dialogo, alla domanda “Nun te sapevi sta zitto?” il fenomeno in questione si è giustificato così. “E che ne so, se quelli me chiedevano er bijetto io nun ce l’avevo…”.
MORALE (rivolta a tutti gli ultras, a qualsiasi latitudine): alla larga dagli stupidi. Meglio tre intelligenti da soli che tre intelligenti e uno stupido.
 
3. Oggetto misterioso
Una delle partite in casa del campionato 1994/95. La Vecchia vola, si sogna davvero la serie C. I Bad Boys preparano uno striscione: “Chi osa vince”. Uno dei Forever Ultras si gira e ci dice: “A regà, ma chi è sto Chiosa?”.

 

postato da: Hummel1989 alle ore 16:43 | link | commenti
categorie: aneddoti
sabato, 14 gennaio 2006

1991/92, l'annus mirabilis della gradinata

Bisogna proprio non valer niente, per non avere nemici (A. Bougeard)

Memori degli anni passati, i Bad Boys segnarono il salto di qualità nel 1991/92. Un altro campionato di interregionale, che chiamava però il Civitavecchia ad incroci con nuove realtà. Leggevamo sul calendario Torres, Viterbese, Ostia, Aquila: insomma, un girone di ferro, una C2 declassata dal punto di vista delle gradinate.

Quindi, nulla da lasciare al caso: fu così che venne organizzata la prima trasferta, Viterbo di Coppa Italia, una “calda” notturna d’agosto. Li graziammo, non portandoci via il loro striscione “Boys” (che coglioni siamo stati…) già nelle nostre mani. A proposito di striscioni, quell’anno realizzammo uno striscione rimasto il più grande della storia dei Bad Boys, celeste con scritta nera e la bomba. Fu così che il gruppo prese direttamente il timone della gradinata fin dalla prima giornata, anche se gli altri gruppi sarebbero comunque ricomparsi, con la solita “calma” che li distingueva. Va detto che l’anno precedente era comparso anche un “terzo polo” del tifo, che prese un suo spazio a debita distanza dal resto dei ragazzi della gradinata popolare: espressione di un quartiere cittadino (Campo dell’Oro) cominciò col chiamarsi Irriducibili, poi cambiò nome in Skp (Skin Power), poi in Brigate Nero Azzurre. Quell’anno cambiarono ancora in Ultras Grifoni, ed una domenica ci furono screzi: forse per ingannare il tempo, visto che erano anni in cui di tifoserie ospiti se ne vedevano davvero pochissime, presero ad offendere Vecchia Guardia e Bad Boys, ne scaturì un rapido, anche violento, ma chiarificatore, regolamento di conti. Fu così che un paio di domeniche dopo si riunirono al resto della tifoseria e tutti mettemmo da parte le ruggini.

La riunione dei tre gruppi (gli storici Ultras, i ragazzi di Campo dell’Oro che presero definitivamente il nome di Fedayn, noi) avvenne proprio nel campionato 1991/92. Anno da ricordare: l’amicizia nata con l’Ostia (trasferta andata così così: a causa di un ritardo biblico parte del gruppo se ne restò a Roma invece di raggiungere lo Stella Polare), gli scontri in casa con quelli dell’Acilia, che persero striscione (“veni vidi vici”) e bandiera (un tricolore), qualche modesto lancio di oggetti con gli aquilani, la memorabile trasferta di Sassari in nave: così il gruppo prendeva piede, facendosi rispettare all’interno della gradinata e con le altre tifoserie. Di quella stagione è anche il memorabile derby del 19 gennaio con la Viterbese , finito con quattro feriti tra i sostenitori gialloblù, cariche dentro lo stadio… una bolgia mai vista al “Fattori”.

La tifoseria in effetti, in particolare noi e i Fedayn, non era semplicemente in espansione: stava letteralmente esplodendo. E qualcuno ne fece le spese, un ragazzo trovato con un sasso in tasca nella trasferta di Ladispoli. Come non ricordare anche L’Aquila al ritorno, arrivati senza scorta, le cariche delle f d o dentro lo stadio contro di noi. E ad Acilia, poi (doverosa premessa: i locali di fianco a noi l’anno prima ci avevano minacciato con le bottiglie rotte e senza uno straccio di sbiro, ma eravamo comunque usciti dallo stadio, anzi… Dopo una loro sassaiola, quando siamo scesi con gli Indians Korps cric alla mano, che fuga, i biancorossi!) volevamo regolare il conto anche al ritorno: tornammo ancora al “Kristall” e demmo alle fiamme un altro loro striscione (“noi con la voce, voi con il cuore”).

Il top fu però, forse, il derby alla terza di campionato a Viterbo. Dopo i casini di coppa (sotto stretta sorveglianza!) nessuno volle darci il pullman, così andammo col Cotral: partenza ore 9.20, partita alle 15, alle 11.30 eravamo già dentro lo stadio (senza biglietto), alle 12 ci hanno cacciato e ci hanno fatto rientrare alle 13 dopo un’ora di bivacco al parco vicino alla Palazzina. Eravamo in cinque, gli unici matti disposti a partire con sciarpe e striscioni. Al ritorno, senza possibilità di prendere alcun mezzo di linea (bei collegamenti, nell’alto Lazio…), ci ha dato un passaggio il pullman della squadra. Puro spirito Bad Boys!

Insomma 1991/92, annata doc: in trasferta non siamo mai stati tantissimi, ma quelle decine di persone che si muovevano si sapevano far rispettare. E cantavamo: “torneremo in serie C, con le spranghe a caricar”…

Torneremo in serie C, già. Ma quando?

postato da: Hummel1989 alle ore 17:13 | link | commenti
categorie: storia
mercoledì, 11 gennaio 2006

English Lesson # 1: De pen is on de teibol

(Aneddoti BB: prima puntata)

L’abbiamo promesso, manteniamo la promessa. Oggi pubblichiamo la prima tranche di aneddoti, fatti (purtroppo…) realmente accaduti nella nostra storia. Cominciamo con una… interrogazione d’inglese alla nostra storia. Se volete, potete mettere il voto nei commenti.

 Ragazzi letto

1. Trasferta a Cerveteri, 1990/91. Uno di noi si offre di fare uno striscione. Gli viene detto: scrivici il nome del gruppo. Arriviamo allo stadio, apriamo lo striscione. C’era  scritto: “Bed Boys”.

 

The group

2. Trasferta a Viterbo, 1991/92. Sono (tanto per cambiare) tempi di repressione. Gli striscioni vengono accuratamente controllati all’entrata per eliminare messaggi violenti. Un tizio vestito di rosso e nero (…) aggrotta le ciglia quando legge “Bad Boys”. “Cosa significa?”, chiede imperioso. “Ehhhh… è il gruppo…” risponde uno di noi temendo il sequestro. “Ah! Significa ‘Il gruppo’. Bene, bene: questo può entrare!”.

 

Teppisti foglio

3. Estate 1990. Civitavecchia è invasa da tifosi diretti in Sardegna per i mondiali. Per strada bivaccano inglesi, olandesi, irlandesi. Ci avviciniamo a questi ultimi. Uno di noi ha preparato una 'sorpresa' per fraternizzare con loro. Tira fuori dalla tasca un pezzo di cotone strappato da una maglietta e tagliato a forma di sciarpa. Sopra c’era scritto col pennarello: “Hooligans sheet”.

postato da: Hummel1989 alle ore 11:42 | link | commenti (7)
categorie: aneddoti
martedì, 10 gennaio 2006

Dicono di noi - 1

 

Supertifo, "mitica" rivista del tifo organizzato, è tornata a parlare di noi. Inseriamo in maniera integrale l'intervista pubblicata, in modo da ribadire l'attuale realtà del nostro gruppo. Nei prossimi giorni continueremo la nostra carrellata, anno per anno, sulla storia dei Bad Boys mentre già da domani inseriremo la nuova rubrica "Aneddoti", dedicata ai momenti più esilaranti di questi fantastici 18 anni. 

Quando nacquero, nel 1989, sognavano il ritorno in C2 della loro grande “Vecchia”; oggi, a distanza di quasi diciotto anni, si ritrovano a “presidiare” il campionato under 21 provinciale. Destino bizzarro quello dei Bad Boys di Civitavecchia, destino legato a quella squadra che seguono e che negli ultimi sei anni ha fatto registrare una serie clamorosa di disfatte. Tanto che di scena ultras a Civitavecchia negli ultimi anni si è parlato soprattutto per le furibonde contestazioni, gli accerchiamenti alle auto dei “colpevoli”, le prese di posizione pubbliche per salvare la loro squadra. Casi che ricordano quelli di Cosenza e Salerno, per intenderci. Casi che hanno lasciato il segno ma che non hanno minato la forte voglia di rinascita.

«Ci hanno dato per sciolti, ma non è mai stato così. Abbiamo semplicemente deciso di non far partecipare il nostro striscione allo scempio che si consumava sotto gli occhi di una città impotente. La nostra identità è rimasta salda nelle sporadiche adunanze interne e nella vita di tutti i giorni. Fino all’Eccellenza abbiamo tenuto, poi sono venute la Promozione , la Prima Categoria , la Seconda Categoria. Campionati durante i quali abbiamo deciso una precisa strategia: vedere una partita, in trasferta, per verificare se le eterne promesse dei dirigenti erano state mantenute e da quella partita giudicare. Inutile raccontare le umiliazioni a Tarquinia, Manziana o sugli altri campetti nei quali siamo finiti». Qualcosa è cambiato recentemente: una squadra locale ha costituito l’Us Civitavecchiese (che milita in Eccellenza) e adottato la maglia nerazzurra per cercare di attirare questi tifosi allo stadio, subendo però un netto diniego. E soprattutto è nato il Civitavecchia 1920, che per cominciare ha dovuto iscrivere una squadra al torneo under 21 provinciale: è per vedere queste partite che i Bad Boys sono tornati a muoversi, abbandonando il Civitavecchia “ufficiale” al proprio destino, visto che non è stato iscritto a nessun campionato. «Su tre possibilità abbiamo fatto la nostra scelta, che riteniamo la più sana. Senza osannare nessuno, sappiamo che presto con questa nuova dirigenza ricominceremo a calcare campi degni della città e del nostro striscione». Intanto qualcosa si muove al “Fattori”. «Il gruppo c’è e aspetta sornione di potersi togliere qualche soddisfazione, siamo felici di poter dire che nonostante tutto si è verificato anche un nuovo innesto generazionale. Si sono avvicinati alla nostra realtà decine di ragazzi che si caratterizzano con la sigla Cv Ultras ma che ci hanno chiesto di far parte dei Bad Boys, richiesta che abbiamo avallato con piacere». A mettersi da parte i B. B. non ci hanno mai pensato. «Siamo nati per spalleggiare quelli che erano i Forever Ultras, eredi della C2, alla fine degli anni ’80, ed eccoci ancora qua. Abbiamo condiviso la gradinata con loro e con altri gruppi, i Fedayn del quartiere Campo dell’Oro prima e poi la Brigata Veleno più recentemente. Ognuno ha contribuito a dare un’impronta diversa alla nostra sfaccettata tifoseria: l’impronta anni ’70 dei Forever Ultras, con i suoi pregi di partecipazione e i suoi difetti di mentalità, quella da mob dei Fedayn, quella politicizzata, “alla moda”, della Brigata». E la vostra che impronta è stata? «Goliardica, scanzonata, fedele ad una linea apolitica, spesso all’avanguardia. Trasferte in pochi o tanti, da Sassari ad Aosta, anche se non sempre. Mai un’infamata, mai soldi da nessuno. Ci sono stati periodi nei quali eravamo decisamente in ombra, ma oggi siamo di nuovo i soli a resistere: ci avremmo scommesso, era già successo». E il futuro ora cosa prospetta? «Abbiamo tante cose in cantiere, ci piacerebbe solo realizzarle in una categoria che ce lo consenta: a livello di giovanili, come siamo ridotti, capirete che è impossibile fare più che una dignitosa presenza. Se ci sarà permesso, vogliamo conoscere dalle tribune le nuove realtà ultras che si sono create nel Lazio e tornare a vedere quelle che già esistevano, con le quali ci siamo confrontati. Con un messaggio per chi ha “goduto”, nel Lazio e in Italia, delle nostre vicissitudini: noi siamo ancora qui. E la ruota gira…».

postato da: Hummel1989 alle ore 14:28 | link | commenti (3)
categorie: dicono di noi
sabato, 07 gennaio 2006

1990/91, ovvero: aspettando… non godo

“Sono qui! I Tartari sono arrivati! Stavolta è sicuro: si distinguono i cannoni e il governo ha mandato dei rinforzi!”. (Da Il deserto dei Tartari, D. Buzzati, 1940)

E piccoli ultras crescono. Il 1990/91 è l’anno spartiacque della tifoseria civitavecchiese, è soprattutto l’anno della maturità forzata per i Bad Boys. Perché quei ragazzi volevano essere semplicemente la Nuova Guardia del tifo nerazzurro e si ritrovarono spesso in mano il pallino della situazione in maniera completamente inattesa. Tutto doveva essere chiaro fin dalla prima giornata: trasferta a Cerveteri, agevolissima ma solo per chi ha la macchina, quindi non per noi. Il gruppo dei Bad Boys  stabilisce di partire con il pullman di linea, il Cotral: ci lascerà a distanza biblica dallo stadio (dopo un viaggio che anch’esso era carico di avvisaglie su quanto poco si addice la “corriera” alle trasferte. Ci ricascheremo qualche altra volta nel corso degli anni…). Fatto sta che varcati i cancelli, spaventati gli “ultras” (virgolette d’obbligo) locali, preso posto, appesi gli striscioni artigianalissimi, preparati i coriandoli, ci mettiamo ad aspettare gli Indians Korps e… aspettiamo invano. L’arbitro fischia non solo l’inizio della partita, ma pure la fine e siamo gli unici tifosi organizzati del Civitavecchia presenti allo stadio. Durante il ritorno (inaccettabilmente lungo per 37 chilometri) pensiamo a chissà quali problemi potrebbero aver avuto gli altri gruppi, che però la domenica successiva, dietro umile richiesta di spiegazioni, ci dicono di non essere partiti. Punto.

Noi il nostro continuiamo a farlo, anzi talvolta i cori al “Fattori” cominciano a partire proprio dai ragazzi più giovani, i Bad Boys, così come le coriandolate, le fumogenate, e qualche cartata, seguendo comunque la vecchia guardia, sempre ben fornita invece di fantastiche torce rosse e qualche bandiera. Quindi in gradinata popolare le cose vanno avanti bene, mentre in trasferta si ripetono schemi piuttosto oscuri. Come a Ladispoli: trasferta in treno autonoma dei Bad Boys, aspettando gli “altri”; che mai arriveranno. In compenso, quel giorno si salda al gruppo un ragazzo presentatosi, da Roma (ma civitavecchiese doc), con la sciarpa “forza lucchese”: diventerà un pilastro del gruppo. E altri ragazzi si avvicinano nel corso delle domeniche casalinghe.

A proposito di attese, inutile chiederci se qualcuno si fosse fatto vedere al “Fattori”: dove furono appesi quell’anno, a memoria, due soli striscioni ospiti. Uno “Casalotti club primo amore” della squadra romana allora prima in classifica (0 cori, 0 persone in piedi: attaccato dai dirigenti?) l’altro delle Brigate Zaccheria del Cerveteri, allora primo in classifica e poi promosso.

Di quel campionato, vale infine la pena citare altri due casi di nostre trasferte. Acilia, alla quale partecipa il solo ragazzo romano in rappresentanza del gruppo, dove invece si presentano gli Indians Korps; e Viterbo. Il giorno è favoloso, radioso, i ragazzi dopo che nelle settimane precedenti avevano caricato la molla all’altro gruppo per partire (finalmente!) insieme si ritrovano al bar Giacomini, dov’era l’appuntamento per salire sul pullman prenotato. Ci sono una quarantina di persone, l’attesa per un derby (l’unico) sempre sentito è spasmodica, anche se la partita non conta praticamente nulla. Ma l’attesa non è solo spasmodica: si allunga. E continua ad allungarsi. E si allunga sempre di più… Insomma, il pullman a quel bar non è mai arrivato, si sono organizzate al volo tre auto (quelle reperibili) e si è partiti. Molti Bad Boys sono rimasti a terra, altri sono riusciti a trovare un posto in macchina, ma al ritorno non si erano divertiti. E’ forse lì che abbiamo capito di essere un gruppo, che dovevamo prenderne atto perché le cose nel campionato dopo dovevano cambiare.

Sarebbero cambiate? Alla prossima puntata…

postato da: Hummel1989 alle ore 18:55 | link | commenti (2)
categorie: storia
martedì, 03 gennaio 2006

Piccole Bad Girls crescono

Il sito è chiuso per festa: è nata infatti Emma. Nei prossimi giorni continueremo a raccontare la nostra storia, passando ai primi anni '90. Cogliamo l'occasione per augurarVi e augurarci buon anno e per ringraziare quanti hanno avuto belle parole per noi in questi giorni. Grazie a tutti!

postato da: Hummel1989 alle ore 17:06 | link | commenti (1)
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