1991/92, l'annus mirabilis della gradinata
Bisogna proprio non valer niente, per non avere nemici (A. Bougeard)
Memori degli anni passati, i Bad Boys segnarono il salto di qualità nel 1991/92. Un altro campionato di interregionale, che chiamava però il Civitavecchia ad incroci con nuove realtà. Leggevamo sul calendario Torres, Viterbese, Ostia, Aquila: insomma, un girone di ferro, una C2 declassata dal punto di vista delle gradinate.
Quindi, nulla da lasciare al caso: fu così che venne organizzata la prima trasferta, Viterbo di Coppa Italia, una “calda” notturna d’agosto. Li graziammo, non portandoci via il loro striscione “Boys” (che coglioni siamo stati…) già nelle nostre mani. A proposito di striscioni, quell’anno realizzammo uno striscione rimasto il più grande della storia dei Bad Boys, celeste con scritta nera e la bomba. Fu così che il gruppo prese direttamente il timone della gradinata fin dalla prima giornata, anche se gli altri gruppi sarebbero comunque ricomparsi, con la solita “calma” che li distingueva. Va detto che l’anno precedente era comparso anche un “terzo polo” del tifo, che prese un suo spazio a debita distanza dal resto dei ragazzi della gradinata popolare: espressione di un quartiere cittadino (Campo dell’Oro) cominciò col chiamarsi Irriducibili, poi cambiò nome in Skp (Skin Power), poi in Brigate Nero Azzurre. Quell’anno cambiarono ancora in Ultras Grifoni, ed una domenica ci furono screzi: forse per ingannare il tempo, visto che erano anni in cui di tifoserie ospiti se ne vedevano davvero pochissime, presero ad offendere Vecchia Guardia e Bad Boys, ne scaturì un rapido, anche violento, ma chiarificatore, regolamento di conti. Fu così che un paio di domeniche dopo si riunirono al resto della tifoseria e tutti mettemmo da parte le ruggini.
La riunione dei tre gruppi (gli storici Ultras, i ragazzi di Campo dell’Oro che presero definitivamente il nome di Fedayn, noi) avvenne proprio nel campionato 1991/92. Anno da ricordare: l’amicizia nata con l’Ostia (trasferta andata così così: a causa di un ritardo biblico parte del gruppo se ne restò a Roma invece di raggiungere lo Stella Polare), gli scontri in casa con quelli dell’Acilia, che persero striscione (“veni vidi vici”) e bandiera (un tricolore), qualche modesto lancio di oggetti con gli aquilani, la memorabile trasferta di Sassari in nave: così il gruppo prendeva piede, facendosi rispettare all’interno della gradinata e con le altre tifoserie. Di quella stagione è anche il memorabile derby del 19 gennaio con
la Viterbese , finito con quattro feriti tra i sostenitori gialloblù, cariche dentro lo stadio… una bolgia mai vista al “Fattori”.
La tifoseria in effetti, in particolare noi e i Fedayn, non era semplicemente in espansione: stava letteralmente esplodendo. E qualcuno ne fece le spese, un ragazzo trovato con un sasso in tasca nella trasferta di Ladispoli. Come non ricordare anche L’Aquila al ritorno, arrivati senza scorta, le cariche delle f d o dentro lo stadio contro di noi. E ad Acilia, poi (doverosa premessa: i locali di fianco a noi l’anno prima ci avevano minacciato con le bottiglie rotte e senza uno straccio di sbiro, ma eravamo comunque usciti dallo stadio, anzi… Dopo una loro sassaiola, quando siamo scesi con gli Indians Korps cric alla mano, che fuga, i biancorossi!) volevamo regolare il conto anche al ritorno: tornammo ancora al “Kristall” e demmo alle fiamme un altro loro striscione (“noi con la voce, voi con il cuore”).
Il top fu però, forse, il derby alla terza di campionato a Viterbo. Dopo i casini di coppa (sotto stretta sorveglianza!) nessuno volle darci il pullman, così andammo col Cotral: partenza ore 9.20, partita alle 15, alle 11.30 eravamo già dentro lo stadio (senza biglietto), alle 12 ci hanno cacciato e ci hanno fatto rientrare alle 13 dopo un’ora di bivacco al parco vicino alla Palazzina. Eravamo in cinque, gli unici matti disposti a partire con sciarpe e striscioni. Al ritorno, senza possibilità di prendere alcun mezzo di linea (bei collegamenti, nell’alto Lazio…), ci ha dato un passaggio il pullman della squadra. Puro spirito Bad Boys!
Insomma 1991/92, annata doc: in trasferta non siamo mai stati tantissimi, ma quelle decine di persone che si muovevano si sapevano far rispettare. E cantavamo: “torneremo in serie C, con le spranghe a caricar”…
Torneremo in serie C, già. Ma quando?