MCMLXXXIX: EXORDIA!
“L’uccello lotta per uscire dall’uovo. L’uovo è il mondo. Chi vuol nascere deve distruggere un mondo” (da “Demian”, H. Hesse, 1919)
Tre ragazzi che s’incontrano allo stadio, prendono a vedersi anche durante la settimana, decidono di far qualcosa di nuovo… Chissà quanti gruppi della scena ultras sono iniziati così: certamente pochi son durati oltre i dieci anni. Conti alla mano, invece, i Bad Boys sono qua da diciassette, il gruppo sta per diventare maggiorenne, e di motivi per ripiegare lo striscione ce ne sono stati.
Una cosa alla volta, però, torniamo a quell’estate del 1989. I ragazzi in questione allo stadio, chi più chi meno, ci andavano da un po’. Si mettevano là nella Giacomini’s Band, che poi si chiamava una volta Panthers, una volta Boys Korps ma che tutti conoscono tuttora come Forever Ultras Civitavecchia. Stile (?) anni ’70, con punte nei ’60; i superstiti di una generazione con guai passati a causa della Vecchia per le scazzottate con i senesi, con gli spezzini e chissà chi altro. Gente che aveva caricato i sassaresi strappando una portiera a una 500 parcheggiata dentro lo stadio, usandola come scudo. Ma far parte dei “matti dello stadio” in un paesone (di cinquantamila abitanti sì, ma dove si conoscono tutti) doveva pesare: ecco perché si sentiva voglia di qualcosa di nuovo, in quell’estate. E qualcosa venne; un foglietto con i potenziali nomi. Armata? Nuova Guardia? Meglio Bad Boys. Perché? Nome “gajardo”, corto, titolo di un bel film con Sean Penn uscito qualche anno prima… deciso! L’avventura parte, sempre all’ombra degli storici padroni della gradinata, di cui uno dei tre fondatori è un fuoriuscito. Gli altri due però son proprio ragazzi, e infatti prima di carburare ci si mette un po’. Per lo striscione, il primo, bisognerà attendere: la stagione va avanti con tanta voce al servizio della tifoseria, qualche ragazzo che si avvicina a noi, gran coriandoli e cartate collettando per la carta igienica e strappando quintali di giornali vecchi; e le torciate, rimediate comprando quantità industriali di tubetti fumogeni nelle tabaccherie sotto Capodanno. Trasferte? Ci andavano i “grandi” con la macchina, cose inarrivabili per tre o quattro sedicenni. E al “Fattori” di fuori non si vedeva mai nessuno.
Ma il ’90 con i suoi mondiali di calcio cambiò tutto, accelerando il Destino dei Bad Boys. Nell’estate per Civitavecchia bivaccavano olandesi, irlandesi e qualche temibile (davvero, non per scherzo: li abbiamo visti da vicino) hools inglese, tutti in partenza per Cagliari. Stringemmo amicizia soprattutto con “green” ed “orange”, ottenendo in cambio di bottiglie di whiskey qualche sciarpa e bandiera e scambiando quattro chiacchiere in un inglese scolastico per definizione. Uno di noi regalò ad un irlandese sui cinquanta, maglia sempre addosso, barba lunga un palmo di mano e incredibilmente rossa, una “sciarpa” con scritto “hooligans sheet” col pennarello. Sì, sheet scritto proprio così! Chissà perché ha sorriso e non ce l’ha impiccato…
Notti magiche, aspettando lo “speciale” degli irlandesi al porto, a mezzanotte e tre quarti, dietro la celere: che spettacolo, quel corteo di 1500 repubblicani nella notte; e quanta birra sequestrata! Notti maledette, col cervello in vacanza che ti permette di pensare che se vai all’ultimo molo, puoi tirare le sassate alla nave mentre porta gli inglesi in Sardegna! Che bagno, quella notte, e che idioti, zuppi davanti alle famiglie che ti aspettavano preoccupate a casa, volevano una spiegazione impossibile da dare. Notti maledette, come quella del 30 giugno: l’Italia batte l’Uruguay, festeggiamenti, disordini al lungomare, la polizia che interviene e per uno di noi le vicende giudiziarie.
Ma il dado oramai era tratto, con quelle gioie già incredibili, quell’angoscia già troppo opprimente, quei guai che ti strappavano via l’infanzia e ne facevano coriandoli mica sugli spalti di un “Fattori” qualsiasi, ma in un’aula di tribunale minorile, sul lungotevere a Roma, esaminati dall’assistente sociale. (Ciao Mamma, ti penso ancora, con quei guai che ti ho fatto passare. Ma ora lo sai, non ero un cattivo ragazzo, ero solo un Bad Boy).
L’estate finiva così, il campionato di interregionale 1990/1991 stava invece per iniziare…